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In Puglia e Basilicata

Bari: «Riprendete subito i lavori  alla ex caserma Rossani»

di NINNI PERCHIAZZI
L’idea è del gruppo consiliare di Rifondazione comunista, che intende farne un cavallo di battaglia in vista delle elezioni di giugno, tanto da aver avviato una raccolta di firme e una campagna di adesione su internet

03 Febbraio 2009

Caserma Rossani Baridi NINNI PERCHIAZZI

BARI - Ex caserma Rossani, i lavori di riqualificazione prendano il via prima della fine della consigliatura Emiliano. L’idea è del gruppo consiliare di Rifondazione comunista, che intende farne un cavallo di battaglia in vista delle elezioni di giugno, tanto da aver avviato una raccolta di firme e una campagna di adesione su internet, sul celebre social network Facebook. «Un progetto di massima esiste già - afferma il capogruppo Sabino De Razza, chiamando in causa il sindaco Emiliano - ed è basato sulla riqualificazione e il riuso dell’area della ex caserma, mentre le nuove realizzazioni sono limitate allo stretto indispensabile. Siamo convinti che sia possibile aprire subito i cantieri, magari iniziando ad abbattere uno dei muri di cinta che insiste su via Buccari, operazione peraltro già prevista per iniziare ad aprire l’area della Rossani alla città». 

SOLDI - Anche la dotazione economica - i soldi per intendersi - non rappresenterebbero un problema. Infatti, anche l’attuale Governo, nel decreto mille proroghe ha confermato per il 2009 lo stanziamento al Comune di Bari di 2,6 milioni di euro pari al 20% dei 13 milioni di euro garantiti al capoluogo nella permuta internazionale che coinvolge anche l’Ita - lia e la Russia. Il restante 80% verrà poi erogato per stralci sulla base dello stato di avanzamento dei lavori. «È un’assurdità - commenta De Razza - perché non si tratta di un finanziamento, ma del prezzo pattuito affinché la permuta fosse equa. Meglio però accontentarsi che litigare». 

PERMUTA - Il maxi scambio immobiliare avallato nel corso del vertice italo-russo del 2007 svoltosi a Bari prevede la cessione da parte del Comune della chiesa russa (valore stimato in 9.9 milioni) e della prefettura (23 milioni) allo Stato a fronte dell’ac - quisizione dell’area della Rossani (valutata 32.9 milioni di euro) con l’aggiunta di 13 milioni destinati alla riqualificazione del quartiere Carrassi e della ex caserma. 

APPUNTAMENTO - All’ufficializzazione dello scambio manca solo l’ultimo tassello - la consegna della chiesa allo Stato russo - , che dovrebbe essere apposto il prossimo 1° marzo, dopo il rinvio forzato dello scorso 6 dicembre a causa della morte improvvisa del patriarca Alessio II della chiesa ortodossa di Mosca. Tra un mese il suo successore, Kirill II e il presidente della Federazione russa, Medvedev, dovrebbero essere a Bari, accolti dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. 

DISAGI - L’appello del capogruppo di Prc è anche legato ad alcuni disagi che stanno subendo gli abitanti del quartiere. Infatti il distaccamento dell’ufficio Anagrafe ospitato al piano terra del complesso della chiesa russa, adesso è ubicato temporaneamente presso la vicina scuola Carlo Del Prete. Discorso differente per la circoscrizione Carrassi San Pasquale, i cui uffici, anche dopo il trasferimento effettivo della chiesa ai russi, rimarranno al primo piano del complesso di corso Benedetto Croce fino a quando non verrà ristrutturata la palazzina del comando della ex caserma. Da qui l’uscita di De Razza, che invita il sindaco ad attivarsi, sostenuto da Comitato per la Rossani, circolo Carlo Marx di Prc e Storie del vecchio Sud che hanno già raccolto oltre tremila firme affinché si aprano i cantieri al più presto.
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