Mercoledì 20 Marzo 2019 | 20:16

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Legambiente scrive ad Arpa

Brindisi, la notte si sente
gran puzza di bruciato

In una lettera, si chiede di verificare da dove provenga il cattivo odore e che effetti può avere sui cittadini

area industriale di brindisi

Dopo il servizio della Gazzetta - pubblicato venerdì scorso e avente ad oggetto un diffuso malessere sofferto dai residenti del rione La Rosa in relazione ad una insistente puzza di plastica bruciata avvertita nell’aria e nell’ambiente circostante per diverse sere consecutive - a lanciare un vero e proprio allarme sullo stesso misterioso fenomeno è l’associazione Legambiente, firmataria di una lettera-denuncia indirizzata (per le opportune verifiche) al Commissario Prefettizio del Comune, al direttore generale dell’Arpa Puglia e al Comandi provinciale dei Carabinieri.

«In questi giorni - si legge nella missiva scritta dal presidente, dott. Nicola Anelli - abbiamo ricevuto varie segnalazioni ed abbiamo effettuato verifiche in merito alla diffusione verso la zona urbana di emissioni maleodoranti provenienti dall’area industriale nelle ore notturne. Tutto farebbe pensare che la causa possa essere correlata alla combustione di materiale plastico (copertoni) e ciò che inquieta particolarmente è che tali eventi si verificano di notte quando i controlli e l’attenzione nell’area industriale ovviamente sono molto minori». «Lo stesso senatore Vittorio Zizza (vice presidente della Commissione Ambiente del Senato) - prosegue la lettera di Legambiente Brindisi - ha comunicato di aver ricevuto segnalazioni similari. Ai destinatari della presente, pertanto, si chiede di verificare se le centraline di monitoraggio della qualità dell’aria abbiano rilevato valori notturni maggiori degli indicatori monitorati e di procedere a controlli specifici tesi ad individuare la sussistenza di quanto segnalato e gli effetti ambientali connessi, assumendo i consequenziali provvedimenti di competenza».

Il segnale di allarme lanciato dai residenti de La Rosa per il tramite della Gazzetta ha, dunque, trovato ulteriore riscontro nelle proteste pervenute anche all’associazione ambientalista.

Nei giorni scorsi, in particolare, diversi tra coloro che abitano in quel quartiere periferico avevano segnalato al segretario comunale della Usc Cisl Taranto-Brindisi, Aldo Penta, la presenza di quella puzza insopportabile, ipotizzando potesse trattarsi di incendi appiccati per alcuni giorni di fila nelle immediate vicinanze, o di sostanze maleodoranti provenienti dall’area industriale, e lamentando di essere stati costretti a chiudere finestre e imposte nell’ottica di impedire il propagarsi della puzza anche in ambienti domestici. In quell’occasione, il segretario della locale organizzazione sindacale, facendosi portavoce degli interessi della comunità, ha rivendicato il diritto ad essere edotti in ordine all’origine di questo strano fenomeno.

La richiesta, ora, è stata formulata anche da Legambiente e formalizzata attraverso una lettera con la quale l’associazione ambientalista ha sollecitato gli organi competenti ad attivare una serie di mirate indagini e verifiche finalizzate a far luce e a chiarire cosa possa essere successo. Spetterà adesso all’Arpa, in prima battuta, dare risposte all’interrogativo sollevato da Legambiente, mediante l’accertamento di ciò che le centraline di monitoraggio della qualità dell’aria hanno potuto rilevare in quei giorni specifici. [p. potì]

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