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In Puglia e Basilicata

Tangenti lucane: 2° arresto per Ferrara

Tangenti lucane: 2° arresto per Ferrara
La nuova accusa è di ricettazione. Francesco Rocco Ferrara è uno dei principali indagati nell’inchiesta su tangenti e petrolio in Basilicata. La nuova detenzione in carcere dell’indagato è stata chiesta dal pm potentino Henry John Woodcock e disposta dal gip Rocco Pavese. Secondo il gip, Ferrara «dispone di entrature ad alto livello»

02 Febbraio 2009

POTENZA – L'imprenditore Francesco Rocco Ferrara, di 45 anni – uno dei principali indagati nell’inchiesta su tangenti e petrolio in Basilicata – è stato arrestato di nuovo oggi dalla squadra mobile della Questura di Potenza con l'accusa di ricettazione, perché quando fu arrestato la prima volta, il 16 dicembre scorso, fu trovato in possesso di oltre 150 pagine con le trascrizioni di intercettazioni ambientali che lo riguardavano. La nuova detenzione in carcere dell’indagato è stata chiesta dal pm potentino Henry John Woodcock e disposta dal gip Rocco Pavese. Ferrara è stato trasferito nel carcere di Potenza dalla sua abitazione di Policoro (Matera), dove si trovava agli arresti domiciliari dalla fine del 2008, per decisione del Tribunale del riesame. Al momento del primo arresto, l’imprenditore fu trovato in possesso di un testo secretato e «illecitamente trafugato» relativo alle intercettazioni ambientali disposte sul suo conto, sostiene il gip, secondo il quale Ferrara «dispone di entrature ad alto livello». 

L’uomo – secondo l’accusa – avrebbe avuto contatti con personale in servizio negli uffici giudiziari e nelle forze dell’ordine, come è emerso da colloqui, intercettati, con la moglie e alcuni suoi collaboratori. Nel 2007, inoltre – sempre secondo quanto emerso durante le indagini - Ferrara seppe di essere indagato e ascoltato al telefono alcune settimane dopo l’inizio delle intercettazioni stesse a suo carico. Nell’ambito della stessa indagine, oggi personale della squadra mobile di Potenza e carabinieri per la tutela dell’ambiente hanno eseguito una decina di perquisizioni personali e domiciliari alla ricerca di una presunta «contabilità informatica delle tangenti» pagate da Ferrara, che sarebbe emersa durante l’attività investigativa. Tra i destinatari dei provvedimenti di perquisizione, figura l'amministratore delegato della Total Italia 'esplorazione e produzionè Lionel Levha, arrestato lo scorso 16 dicembre e tuttora indagato. E', inoltre, attesa per i prossimi giorni la decisione del gip Pavese sulla richiesta di misura interdittiva nei riguardi della Total fatta dal pm Woodcock di sospensione per due mesi delle attività estrattive svolte in Basilicata della società.
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