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In Puglia e Basilicata

Lavoro a Bari: le cifre spaventose della crisi

Lavoro a Bari: le cifre spaventose della crisi
La cassa integrazione aumentata di un milione di ore. Il settore del mobile imbottito ha assorbito nrl 2008 la maggiore qualità di ammortizzatori sociali
• I sindacati: «Bisogna investire in infrastrutture»
• Cig nella provincia di Bari nel 2007 e 2008
• Potenza: negozi vuoti, già persi 600 posti

02 Febbraio 2009

Salottificiodi MANLIO TRIGGIANI

BARI - I dati definitivi della cassa integrazione sono sconfortanti: lo scorso anno si è registrato un aumento di 1 milione di ore. Il mondo del lavoro, a Bari e provincia, è in ginocchio a causa della carenza di produzione, conseguente al calo della domanda e all’aumento dei prezzi. I dati relativi alle ore di cassa integrazione concesse alle aziende sono eloquenti. Comparando i dati dell’Inps del 2007 con quelli del 2008 emerge che nell’an - no appena trascorso è stato concesso un milione circa di cassa integrazione in più: per l’esattezza, 5.434.163 nel 2007 e 6.409.951 nel 2008. E ci sono non poche sorprese in merito ai settori maggiormente in crisi. Quelli che stanno soffrendo maggiormente sono il settore del legno (divano, imbottiti, mobili ecc.) con 1 milione e 996mila 623 ore di cassa integrazione concesse, con un incremento più che quadruplo rispetto all’anno precedente. 

Al secondo posto, il settore dell’abbigliamento, dell’arredamento e del vestiario, con 798.658 ore e quello delle pelli e cuoio con 748.394. Le industrie meccaniche hanno assorbito 445.533 ore di cassa integrazione e l’edilizia 412.166. Per quanto riguarda l’edilizia (artigianato edile e industria e artigianto lapidei), in totale 753.032. Si tratta di un numero davvero molto elevato. Per un totale di quasi un milione di ore di cassa integrazione in più (come detto, 6.409.951, del 2008, meno 5.434.163, del 2007, le ore in più concesse dall’Inps sono 975.788 ore). L’alto livello di crisi del settore del legno riguarda la difficile situazione che ha investito il settore dei divani (soltanto la Natuzzi ha 1.200 lavoratori in cassa integrazione). Una realtà molto diffusa dal nord al sud Barese che ha colpito il tessuto produttivo anche minore, quello composto da piccole fabbriche di 10-15 persone. 
metalmeccanico industria
Un fenomeno così ampio, ed evidente, che L’Inps ha riconosciuto un numero record di ore di cassa integrazione. Tessile e abbigliamento, un comparto che sta registrando una crisi reiterata ormai da anni. In questi due settori, forse manca, come più volte i vertici sindacali hanno affermato, una riprogrammazione o diversificazione della produzione. La concorrenza dell’Est asiatico, la crisi di liquidità che colpisce molte aziende, alcune anche sane, il crollo di ordini dall’estero, sono tutti elementi che hanno concorso a creare queste difficoltà. Una situazione che investe Bari e provincia, ma che riguarda tutta l’Italia. La crisi del comparto meccanico risalta perché nel Barese ci sono grosse realtà, specie nell’automotive (Bosch, Getrag, ecc.) e quindi di per sé fanno maggiore impressione, ma esiste tutta una rete, piccole aziende e indotto che, a cascata, soffrono di questa situazione, anche se stanno cercando di trovare sbocchi diversi per le propri produzioni. Il punto di riferimento sono le ore di cassa integrazione concesse e non i lavoratori in cig, perché il primo dato è rivelatore della crisi, il secondo no. Infatti, un lavoratore può essere in cassa integrazione solo per un mese in un anno e un altro per un anno intero, oppure lo stesso operaio potrebbe essere in cassa integrazione per due o tre volte nell’arco dello stesso anno. Sommare quindi il numero di lavoratori beneficiari della cassa integrazione non fornirebbe un quadro completo e indicativo. Ma quanto costa questa cassa integrazione di Bari e provincia? Nel 2007 i 5 milioni e 434mila e 163 ore di cassintegrazione sono costati 29milioni e 942mila 238 euro mentre nel 2008 i 6 milioni e 409mila 951 ore di cassintegrazione sono costati 35 milioni e 959mila e 825 euro.
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