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turismo

«Taranto è davvero
la California d'Europa»

Leo: presenze aumentate del 6-10 % rispetto allo scorso anno

mare taranto

di LEO SPALLUTO

TARANTO - «Noi siamo davvero la California d’Europa». Il fruscio del mare sottolinea le parole di Vincenzo Leo, presidente provinciale del Sindacato Italiano Balneari -Confcommercio, assieme all’allegro vociare dei turisti. Il titolare dello stabilimento «Lido Conca del Sole» traccia un primo bilancio della stagione turistica rievocando il titolo di un libro del 2000 del manager Franco Tatò, “Perché la Puglia non è la California”: il volume spiegava le inadeguatezze della nostra regione in termini di accoglienza. Ma il tempo cambia le cose: negli anni sono stati compiuti passi da gigante.

I segnali, nel Tarantino, invitano all’ottimismo anche se è ancora presto per le cifre ufficiali. «I conti – spiega – li faremo alla fine di agosto, ma sicuramente registriamo un incremento del sei-dieci per cento rispetto allo scorso anno. È cresciuta l’affluenza dei turisti stranieri, soprattutto a giugno e in questi ultimi giorni di agosto. Preferiscono non frequentare posti troppo affollati».

La «rimonta» di Taranto continua: il trend positivo del 2016 trova conferma e un incremento ulteriore. «Qui – osserva Leo – il turismo è ancora all’anno zero. È più semplice partire nel modo giusto che correggere situazioni consolidate».

La riflessione nasce dal caso-Gallipoli, vittima di un decremento di presenze per… eccesso di turismo. «Nel basso Salento – osserva il presidente del Sib - c’è un forte calo di redditività, pare ci sia un meno venti per cento per i gestori di bar e ristoranti. In quell’area, ormai, esiste un modello “mordi e fuggi” destinato principalmente ai giovani». La provincia jonica ha intrapreso un’altra strada. «Privilegiamo la qualità del servizio e la tranquillità – prosegue – stiamo lavorando nella direzione giusta: ovviamente ci rivolgiamo ad un target diverso, composto da turisti over 40, anche italiani, che vogliono godersi una vacanza rilassante, mangiare bene e a costi non esagerati. Alcuni non gradiscono neppure la musica: preferiscono ascoltare la risacca del mare». La ricetta funziona. «Abbiamo recuperato – evidenzia Vincenzo Leo – un appeal importante, ci siamo differenziati. Non dobbiamo compiere lo stesso errore fatto nel Basso Salento: hanno massimizzato l’offerta turistica e adesso vorrebbero tornare indietro. Il caos non produce ricchezza, non bastano le discoteche piene».

Leo ha puntato anche sui bambini. «Il nostro lido – ricorda con orgoglio – ha ottenuto la Bandiera Verde 2017. Il riconoscimento, ideato dai pediatri italiani, premia le spiagge che presentano acqua limpida e bassa vicino alla riva, sabbia per torri e castelli, bagnini e scialuppe di salvataggio, giochi, spazi per cambiare il pannolino o allattare e servizi di ristorazione. La nostra ricettività è orientata verso la famiglia a tutto tondo».

Le soddisfazioni non mancano, lingue e dialetti si mescolano. «Negli stabilimenti jonici – aggiunge Leo – oltre a spagnoli e tedeschi giungono tanti turisti svedesi, olandesi, francesi. Siamo la terza regione per afflusso turistico, dovremmo salire almeno al secondo posto». Il presidente del Sindacato Balneari elenca le qualità della Puglia. «Il nostro clima – rimarca – è una garanzia per il turismo di qualità. Durante l’estate ci sono almeno novanta giorni di sole, nessuno si rovina le ferie. E poi si mangia benissimo, a costi ridicoli, con la possibilità di entrare in contatto con agricoltori e vignaioli di altissima qualità. Un turista di Milano mi ha detto: a casa per un piatto di pesce fritto pago 50 euro, qui appena 20. Meno della metà».

La riflessione finale è ricca di speranza. «Per tutti questi motivi – conclude – dico che la California d’Europa siamo noi, nessuno cerchi di sviare i flussi turistici verso Taranto con critiche gratuite. Stiamo crescendo con intelligenza. Abbiamo bisogno, però, del sostegno della pubblica amministrazione».

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Commenti all'articolo

  • Alessan65

    25 Agosto 2017 - 20:08

    Andate a vedere i km di spiagge libere in Francia e in Spagna in cui vi sono parcheggi, docce gratuite finanziate dalla Comunità Europea, presidi di pronto soccorso,vigilanza in spiaggia della polizia locale e cosi e tutto a costo zero. Da noi ricottari che si fingono parcheggiattori, sporcizia nelle spiagge libere, nessun controllo e soccorso. Prima di pontificare andate all'estero. Siete ridicoli

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  • Alex74

    25 Agosto 2017 - 17:05

    Ma quale bandiera verde se in quello stabilimento sono impediti gli accessi liberi alla spiaggia e depositano i rifiuti tra le dune fuori lo stabilimento

    Rispondi