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Castrì, la carica dei mille
per il rave party: proteste

Da giorni le campagne al confine con Lizzanello invase da un piccolo esercito: danneggiati gli ulivi

Castrì, la carica dei milleper il rave party: proteste

PIERANGELO TEMPESTA

CASTRI' - Sono mille, forse di più, le persone radunate da cinque giorni nelle campagne alla periferia di Castrì, al confine con Lizzanello. Sono arrivate da ogni parte d’Italia e hanno occupato abusivamente alcuni terreni privati per mettere su un rave party, tra le proteste e le preoccupazioni dei cittadini e le rimostranze ufficiali del sindaco. I partecipanti sono arrivati con auto, moto, furgoni, roulotte, camper e, sembra, anche con un tir. Per raggiungere gli appezzamenti di terra scelti per il raduno hanno danneggiato alcuni muretti a secco e sfalciato rami di ulivi e querce. Hanno piazzato tende e teloni ombreggianti, montato imponenti sistemi di amplificazione e dato inizio alla festa. Musica martellante, a tutte le ore del giorno e della notte, che i cittadini di Castrì non sono più disposti a tollerare.

Ieri mattina il luogo del maxi-raduno è stato raggiunto dai carabinieri della stazione di Calimera, che hanno parlato con alcuni degli occupanti e hanno effettuato un sopralluogo. Quel che è certo, al momento, è che il raduno si sta svolgendo in una situazione di illegalità e sta causando numerosi disagi alla cittadinanza. Molti residenti di Castrì e Lizzanello si sono rivolti ai sindaci e alle forze dell’ordine per lamentare l’impossibilità di riposare tranquillamente a causa dell’alto volume della musica. Rimostranze anche da parte dei proprietari dei terreni occupati abusivamente, che lamentano non solo l’impossibilità di raggiungere i propri appezzamenti, ma anche i danni causati dai partecipanti al raduno.

Il dibattito sul rave party è inevitabilmente in corso anche su Facebook. La pagina «Sei di Castrì di Lecce se...» è diventata la piazza virtuale in cui molti cittadini hanno espresso e continuano a esprimere la loro contrarietà alla manifestazione in corso. Non c’è solo il disagio per la musica, ma anche la preoccupazione per le eventuali conseguenze della manifestazione (che, si dice, potrebbe andare avanti fino a domenica) e per ciò che rimarrà nelle campagne al termine del rave. C’è, però, anche qualche voce fuori dal coro, qualcuno che apprezza la musica che arriva dal luogo del raduno e che sostiene che, tutto sommato, i partecipanti non stiano facendo del male a nessuno.

Non è la prima volta che la provincia di Lecce ospita manifestazioni del genere. In passato si sono svolti rave party nelle pinete di Otranto, ma anche a ridosso della strada che collega Lecce a San Cataldo.

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Commenti all'articolo

  • Salento68

    17 Agosto 2017 - 11:11

    Pongo solo una banale domanda...ma se si tratta di terreni privati per quale dannato motivo non vengono perseguiti per violazione di proprietà privata? Ritengo siano manifestazioni all'insegna dello sballo illegale e pertanto non essendo autorizzate di dovrebbe procedere allo sfollamento seduta stante della zona, con ogni mezzo e confisca di tutti i mezzi. Vediamo se poi ne organizzano ancora.... Le istituzioni, anche locali, non dovrebbero permette certe situazioni

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