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Eccessi nelle discoteche, atti al pm

Gallipoli, ora indaga la Procura
E i «nasi elettronici» arrivano prima

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di Nicola Pepe

La Procura di Lecce apre un fascicolo sul caso Gallipoli. Sul tavolo della magistratura salentina starebbe per arrivare una dettagliata informativa della polizia giudiziaria: non è ancora chiaro di cosa si tratti, di certo, dopo il polverone di questi giorni sollevato dal nostro reportage sullo sballo nella città bella e sul divertimento senza controlli all’insegna di droga e alcol, oltre ai controlli martellanti delle forze dell’ordine, potrebbero essere emersi elementi di interesse investigativo.

Intanto si registrano nelle ultime ore due novità: i «nasi elettronici» da collocare all’ingresso delle discoteche per intercettare gli ubriachi, arriveranno tra qualche giorno e non più a fine mese come anticipato; inoltre, il lungomare buio di Gallipoli sarà (finalmente) oggetto di un incontro in settimana. La battaglia della Gazzetta per la tutela del divertimento a Gallipoli, richiamando ciascuno alle proprie responsabilità, a cominciare dalle istitutizioni e dai gestori di lidi e spiagge, produce i suoi effetti.

Nel nostro ampio servizio pubblicato ieri abbiamo evidenziato che uno dei punti del (nuovo) protocollo d'intesa siglato in Prefettura a Lecce tra imprenditori e autorità, rischiava di restare zoppo perchè i tanto annunciati precursori (i «nasi elettronici») sarebbero arrivati a fine mese.

Lo stesso presidete nazionale del Silb, Maurizio Pasca, che si è impegnato ad acquistare gli strumenti per sei locali del litorale gallipolino, ieri mattina è riuscito ad anticipare la consegna per evitare di fare un buco nell’acqua vista la fornitura prevista a fine mese causa chiusura della ditta per ferie. «Oggi (ieri, ndr) ho contattato una ditta diversa, di Bologna - precisa - la quale mia ha comunicato la disponiblità dei precursori e il loro arrivo in settimana, al più tradi l'11 agosto. Sono simili a quelli in dotazione alle forze dell'ordine. Non appena arriveranno faremo la consegna in Prefettura».

Intanto, le autorità stanno rafforzando i controlli - grazie anche al rimpinguamento delgli organici in un primo momento inferiori rispetto allo scorso anno - per vigilare sul rispetto delle regole da parte dei locali.

A sollevare un ulteriore polemica, infatti, è stata l'intervista pubblicata ieri dalla Gazzetta a uno dei soci di minoranza della discoteca Praja, una delle più accorsate di Gallipoli, il quale ha accusato i suoi soci (di maggioranza) di non rispettare la capienza. Una sortita, quasi certamente detata da liti giudiziarie in atto e contenziosi, ma che non possono non tener conto di un aspetto importante quale è quello della sicucrezza e del sovraffollamento. Sul punto, come riferiamo a parte, non si è fatta attendere la replica degli accusati.

Sta di fatto che quello della capienza è un problema antico e che riguarda tutto il Paese: è davvero difficile che un locale rispetti alla lettera le prescrizioni imposte dall'autorità di vigilanza, ma è fuori discussione che se qualcuno decide di stipare come sardine i ragazzi in pista, si assume ogni responsabilità in caso di inciden ti o di controlli. Per tale ragione, è auspicabile, soprattutto in questi giorni, un controllo maggiore da parte delle forze dell'ordine per evitare che gli annunci e i buoni propositi si fermino alle strette di mano e alle firme.

Infine Gallipoli vive, da anni, una situazione davvero assurda sul litorale. Oltre agli abusivi che imperversano all’esterno delle discoteche (vendendo anche alcolici ai ragazzini), il lungomare che dal lido San Giovanni porta a Baia verde, è praticamente al buio tant'è che i ragazzi sono costretti a farsi notare con le torce dei telefonini per evitare di essere travolti dalle auto. Una situazione (anche questa denunciata dalla Gazzetta) che fa leccare le dita agli spacciatori che operano indisturbati grazie all’oscurità: sette quelli arrestati negli ultimi giorni, in gran parte stranieri al soldo di organizzazioni criminali (locali e non). Abbiamo appreso, adesso, che il sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva in settimana terrà un incontro con la Soprintendenza per verificare la fattibilità di installare qualche lampione, rendendosi conto che potrebbe rappresentate un deterrente. Meglio tardi che mai.

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