La Puglia della generazione perduta. Presentato «Il paese delle spose infelici»
di MARIA GRAZIA RONGO
«Il paese delle spose infelici esiste davvero. È una cittadina adagiata sulle colline che dominano la Valle d’Itria, Martina Franca, ma è anche la città che ogni lettore può riconoscere come la sua. Peculiarità e caratteri universali convivono infatti nell’ultimo romanzo del giovane autore martinese Mario Desiati. Un romanzo che punta i riflettori sulla generazione degli anni ‘80, sui tanti giovani pugliesi cresciuti a «pane, strada e pornografia libera in tv». Erano infatti quelli gli anni in cui a Taranto (metropoli velenosa che nel libro è l’alter ego della provincia magica) «regnava» Giancarlo Cito, sindaco e proprietario della tv AT6 che di notte si impadroniva dei sogni dei ragazzini tarantini, narcotizzati dall’odore di quella che allora si chiamava Italsider (oggi Ilva). Il paese delle spose infe lici è un romanzo costruito su una solida base culturale che spazia dalle tradizioni dei luoghi citati fino a immergersi nei temi dell’amore, della giovinezza, dell’«af fascino» e della poesia, delle disillusioni, della difficoltà di essere donne, specie a sud. Il libro è stato protagonista di un coinvolgente incontro al Presidio del Libro Caffè d’Arte Dolceamaro di Bari.
A dare voce al testo è stata l’interpretazione intensa dell’attrice barese Carmela Vincenti. L’autore, introdotto da Marina Losappio, ha conversato con un altro giovane scrittore barese Leonardo Palmisano. «Questo di Desiati è un romanzo che mancava - ha sottolineato Palmisano - perché nessun autore pugliese aveva offerto una lettura di questa generazione». Una generazione marchiata da una caratteristica particolare: «Tantissimi miei coetanei non vivono più in Puglia, come me del resto. Migliaia di ragazzi che ogni anno abbandonano la nostra regione, preferendo essere poveri e precari al nord piuttosto che qui». (Desiati vive a Roma, dove è caporeddatore della rivista «Nuovi Argomenti».) A muovere le fila del racconto è il personaggio femminile di Annalisa, donna fascinosa ed emblema di una infelicità meridiana. «Sono innamorato non corrisposto di Annalisa», ha ammesso l’autore, che dalla pubblicazione del romanzo è assediato da persone che dicono di riconoscersi nei suoi protagonisti. E pare che a Martina Franca sia addirittura nato un «club di Annalise» che comprende donne, dai 15 ai 70 anni, sicure di essere state la fonte d’ispirazione per la sposa infelice di Mario Desiati.
«Il paese delle spose infelici esiste davvero. È una cittadina adagiata sulle colline che dominano la Valle d’Itria, Martina Franca, ma è anche la città che ogni lettore può riconoscere come la sua. Peculiarità e caratteri universali convivono infatti nell’ultimo romanzo del giovane autore martinese Mario Desiati. Un romanzo che punta i riflettori sulla generazione degli anni ‘80, sui tanti giovani pugliesi cresciuti a «pane, strada e pornografia libera in tv». Erano infatti quelli gli anni in cui a Taranto (metropoli velenosa che nel libro è l’alter ego della provincia magica) «regnava» Giancarlo Cito, sindaco e proprietario della tv AT6 che di notte si impadroniva dei sogni dei ragazzini tarantini, narcotizzati dall’odore di quella che allora si chiamava Italsider (oggi Ilva). Il paese delle spose infe lici è un romanzo costruito su una solida base culturale che spazia dalle tradizioni dei luoghi citati fino a immergersi nei temi dell’amore, della giovinezza, dell’«af fascino» e della poesia, delle disillusioni, della difficoltà di essere donne, specie a sud. Il libro è stato protagonista di un coinvolgente incontro al Presidio del Libro Caffè d’Arte Dolceamaro di Bari.
A dare voce al testo è stata l’interpretazione intensa dell’attrice barese Carmela Vincenti. L’autore, introdotto da Marina Losappio, ha conversato con un altro giovane scrittore barese Leonardo Palmisano. «Questo di Desiati è un romanzo che mancava - ha sottolineato Palmisano - perché nessun autore pugliese aveva offerto una lettura di questa generazione». Una generazione marchiata da una caratteristica particolare: «Tantissimi miei coetanei non vivono più in Puglia, come me del resto. Migliaia di ragazzi che ogni anno abbandonano la nostra regione, preferendo essere poveri e precari al nord piuttosto che qui». (Desiati vive a Roma, dove è caporeddatore della rivista «Nuovi Argomenti».) A muovere le fila del racconto è il personaggio femminile di Annalisa, donna fascinosa ed emblema di una infelicità meridiana. «Sono innamorato non corrisposto di Annalisa», ha ammesso l’autore, che dalla pubblicazione del romanzo è assediato da persone che dicono di riconoscersi nei suoi protagonisti. E pare che a Martina Franca sia addirittura nato un «club di Annalise» che comprende donne, dai 15 ai 70 anni, sicure di essere state la fonte d’ispirazione per la sposa infelice di Mario Desiati.