Martedì 22 Gennaio 2019 | 20:46

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Attentato a Carmiano

Tap, molotov contro l'azienda
che ha trasportato gli 11 ulivi

L'incendio, avvenuto nella notte, ha distrutto alcuni pali di legno

Tap, molotov contro aziendache ha trasportato gli 11 ulivi

MELENDUGNO (LECCE) - Avevano promesso: «Non vi faremo dormire». E sono stati di parola perché il fronte No Tap, per la prima volta, ha fatto ricorso al lancio di molotov nel cuore della notte. Conferma questa che l’escalation violenta della protesta è entrata nel vivo dopo il blitz delle forze di polizia che, l’altra notte, ha consentito il trasferimento degli ultimi 11 ulivi eradicati dal deposito di Alma Roma alla Masseria del Capitano, dove sono stati messi a dimora 168 dei 211 ulivi già rimossi, gli altri 43 si trovano nell’area cantiere di San Basilio. Proprio qui, come nella masseria, Tap realizzerà un grande tendone di copertura per gli alberi che dovranno essere poi reimpiantanti in un secondo momento, quando i lavori di costruzione del microtunnel del gasdotto a Melendugno saranno completati.

La bottiglia incendiaria è stata lanciata la notte scorsa all’interno della recinzione dell’azienda Mello, a Carmiano (Lecce), e il rogo che ne è seguito ha distrutto una decina di pali in legno e ha annerito la cancellata. Danni lievi, dunque, che Confindustria Lecce ha subito condannato assieme ad alcuni amministratori locali. Mello è la società di Lucio Mello che si occupa di cura e manutenzione del paesaggio e che si è stata protagonista, nella notte tra il 15 e il 16 maggio, del trasferimento degli ultimi 11 ulivi mentre, all’esterno del deposito, infuriava la protesta di un centinaio di 'No Tap', colti quasi di sorpresa dall’ennesimo blitz delle Forze di polizia.

«Sono sicuro che i cittadini del Salento sapranno isolare i violenti e credo che tutte le istituzioni democratiche debbano saper isolare i violenti» ha commentato l’episodio da Taranto il ministro per la Coesione territoriale e per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti. «Un segnale gravissimo, da non sottovalutare assolutamente» lo ha definito la multinazionale Tap.
Ora quello che balza all’attenzione degli investigatori è che nelle ultime ore la frangia più estrema dei No Tap ha cominciato ad attaccare le aziende che collaborano con la multinazionale svizzera alla costruzione del gasdotto che dall’ Azerbaijan approderà a Melundugno. E non sono mancati gli errori. Sempre la notte scorsa, infatti, a Lecce è comparsa una scritta - 'Mello srl infami come Tap, devastano il territorio -, fatta con vernice spray sulla recinzione esterna del cantiere della ditta 'Mello' che si sta occupando dei lavori di manutenzione delle antiche mura d’ingresso della città. L’azienda presa di mira esegue lavori pubblici e fa capo a Vincenzo Mello e non ha alcun rapporto con Tap e non è legata in alcun modo con l’omonima 'Mello' di Casarano che sta collaborando con Tap ai lavori preliminari di approdo del gasdotto. Un errore ingenuo certo, ma è un campanello d’allarme per un’escalation di violenza che potrebbe diventare preoccupante. (di Roberto Buonavoglia, ANSA) 

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