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«Carcere da bollino nero»
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STEFANO LOPETRONE

Sovraffollamento di detenuti e polizia penitenziaria sottorganico. Una situazione che stringe i poliziotti in una morsa. Per questo la segreteria regionale dell’Osapp ha scritto a tutti i prefetti della Puglia. All’attenzione di Claudio Palomba, rappresentante territoriale del governo a Lecce, arriva lo stato critico di Borgo San Nicola. Il prefetto prenderà atto di una situazione al limite del sopportabile. L’organizzazione sindacale gli chiede un interessamento, per segnalare ai vertici dell’amministrazione penitenziaria condizioni di lavoro al limite della sopportazione.

I numeri parlano chiaro. Il rapporto tra i detenuti previsti (617) e i poliziotti previsti (719) dovrebbe essere di 0,85 detenuti per ogni agente. Il problema è che tutto si è capovolto: i poliziotti presenti sono 642 (ossia 77 in meno) e i carcerati sono 904 (283 in più). Il risultato è un rapporto di 1,41 detenuti per ogni poliziotto. Il sovrafollamento è dunque a quota 47,11 per cento. Emerge però anche un organico sottodimensionato del 12 per cento. Dati stridenti, che «tirano» in direzioni opposte. Il guaio è che a farne le spese sono i lavoratori, che stanno al centro di questa tortura. «Non è un caso che nelle carceri in cui il sovraffollamento è maggiore, come Lecce, Taranto e Foggia, si verifichino maggiori aggressioni e rischi per il personale del Corpo.

Altrettanto significativa è l’impotenza degli organi di amministrazione centrale e periferica, interessati esclusivamente al benessere della popolazione detenuta, a porre in essere qualsiasi correttivo volto a migliorare condizioni al limite di ogni sopportazione umana», scrive ai prefetti il segretario regionale Osapp, Nicola Dinicoli. «La Puglia è un territorio in cui il sistema carceri è da bollino nero». L’Osapp preannuncia la mobilitazione generale, con una serie di iniziative pubbliche. In Puglia la carenza di organico sfiora le 300 unità: «Condizione destinata a peggiorare con la prossima apertura del reparto psichiatrico e del nuovo padiglione a Borgo San Nicola e con la conversione della struttura di Monteroni», spiega Dinicoli.

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