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In Puglia e Basilicata

allarme nel bitontino

Cinghiali, cercansi cacciatori
il Parco vuole catturarne 400

cinghiali

12 Maggio 2017

di ENRICA D'ACCIO'

BITONTO -Trappole per cinghiali per catturare 400 esemplari vivi. È la richiesta del Parco Nazionale dell’Alta Murgia che, nei giorni scorsi, ha avviato un’indagine di mercato per cercare imprenditori interessati al servizio di «trappolamento e trasferimento» di 400 esemplari di cinghiale selvatico. La notizia arriva dopo settimane di avvistamenti di branchi nelle periferie oltre che nelle campagne di diversi comuni dell’Alta Murgia, campi coltivati distrutti e aziende messe in ginocchio per il calpestio e il pascolamento degli animali, senza dimenticare i non meno gravi incidenti stradali causati dall’attraverso di scrofe, maschi e cuccioli sulle principali strade provinciali a Nord di Bari. I danni dovuti al sovrappopolamento dei cinghiali hanno colpito praticamente tutti e 13 i comuni del Parco dell’Alta Murgia e, in particolare, la zona a Nord, compresa fra Bitonto, Ruvo, Gravina, Altamura e Andria.

In attesa di novità legislative, che presto potrebbero arrivare dalla Regione, il Parco ha optato per le trappole e la cattura di esemplari vivi, una soluzione intermedia rispetto ai selecontrollori, i cacciatori abilitati all’abbattimento degli esemplari da postazione fissa.

Le trappole, 7 in tutto, messe a disposizione dall’ente Parco, rientrano fra le tecniche di controllo diretto, previste dall’ultimo Piano di gestione triennale del cinghiale. Grazie all’uso di esche alimentari in appositi «chiusini», i cinghiali saranno catturati vivi.

Ma cosa farne, poi, degli animali catturati? La procedura prevede o l’abbattimento degli esemplari o la loro traslocazione con finalità alternativa: l’allevamento oppure la macellazione. Il Piano dispone infatti che gli animali catturati possano essere destinati all’allevamento, purché in aree recintate, espressamente autorizzate, presso aziende agricole, agrituristiche o allevamenti di fauna selvatica a scopo alimentare. In questo caso, i cinghiali non sarebbero abbattuti ma continuerebbero a vivere in aree controllate. In alternativa, potrebbero subito finire in uno dei macelli autorizzati dalla Asl. Strutture di «accoglienza» in Puglia però non ce ne sono.

Al momento, precisano dagli uffici tecnici del Parco, l’indagine di mercato fa riferimento solo alla ricerca di soggetti economici interessati al servizio di cattura, senza dare indicazioni operative su cosa farne dei 400 esemplari da catturare. Gli operatori economici che vorranno rispondere all’indagine di mercato, purché in possesso delle necessarie autorizzazioni, dovranno provvedere al posizionamento e alla manutenzione dei «chiusini» e alla predisposizione delle esche alimentari. Una volta catturati, i cinghiali dovranno essere marchiati. Chi fosse interessato, avrà un anno di tempo per catturarli tutti ma dovrà cominciare da fra giugno e luglio e poi da settembre.

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Commenti all'articolo

  • FSLep

    12 Maggio 2017 - 12:48

    Non si fa prima ad abbatterne alcuni? con questo assurdo senso animalista non si risolverà mai il problema. Pagheremo caro un servizio inutile perchè il numero degli animali non diminuirà. Prima o poi ci scapperà il morto in qualche incidente, ma guai a far male a queste povere bestie, vero?

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