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a Trinitapoli

Insulta donne del Pd
poi si scusa
Bufera su consigliere M5S

Con un post su facebook, venerdì scorso 5 maggio, le ha definite «prostitute della politica casalina»

comune di Trinitapoli

Il comune di Trinitapoli

TRINITAPOLI (BARLETTA - ANDRIA - TRANI) - E' una vicenda cominciata con gli insulti e finita con le scuse quella che si è consumata in un piccolo centro dell’Ofantino, a nord di Bari, a Trinitapoli, ma essendosi sviluppata sui social, si è divulgata in un raggio ben più ampio. E’ quella di un consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Francesco Marrone, e di tre esponenti del Partito democratico di Trinitapoli, la consigliera comunale Anna Maria Trantino, la segretaria del circolo cittadino Maria Andriano e una tesserata, Filomena Bruno.

Il primo, parlando delle democratiche su un suo post su facebook, venerdì scorso 5 maggio, le ha definite «prostitute della politica casalina», ree, a detta del consigliere pentastellato, di essere «in visita a Roma, probabilmente a rendere conto al loro pappone per i voti comprati per lui». Marrone conclude con un post scriptum, «naturalmente si sta parlando di prostitute intellettuali, anche perché per fare quella classica devi essere bella».

Le reazioni e le critiche a quanto scritto dal consigliere 5 Stelle sono arrivate dal circolo cittadino del Pd di Trinitapoli, certo che il riferimento fosse alle sue esponenti, che realmente erano andate a Roma dopo le primarie, dal segretario regionale Marco Lacarra, dalle associazioni femminili del territorio e regionali, dalle donne del centro destra di Trinitapoli e persino dalla stesso Movimento 5 Stelle pugliese, che si dissocia da quel messaggio.

L’ultimo, in ordine di tempo, a parlare, è stato proprio l'autore di quel testo, Francesco Marrone, il quale, in una nota stampa, oggi ha spiegato di essere «profondamente dispiaciuto se le mie parole abbiano offeso le donne che hanno letto il mio post riguardante le primarie del PD».

Marrone aggiunge che l’espressione «prostitute della politica» è riferibile sia a uomini che a donne e, in generale, a coloro i quali cambiano casacca con facilità. Infine, ammettendo la «forma infelice», si scusa con chi si sia sentito colpito. «Chiedo scusa alle donne che si sono sentite offese - conclude Marrone - e spero che quelle stesse donne che hanno criticato le mie parole, con la stessa forza, difendano le idee di onestà, trasparenza e competenza che la classe dirigente ha smesso di perseguire».

Non basta però al segretario del Pd pugliese, Marco Lacarra, la presa di distanza del Movimento 5 Stelle. Secondo Lacarra «il tentativo dei consiglieri regionali M5S di biasimare il Pd per non avere donne in Consiglio regionale nel disperato tentativo di giustificare le parole del loro portavoce di Trinitapoli è semplicemente patetico». «Definire prostitute alcune militanti del Partito Democratico, e qualsiasi donna in generale, è gravissimo. Giustificare tale linguaggio - sottolinea Lacarra - è ancora peggio. Dai vertici del Movimento 5 Stelle di Puglia mi aspetto a questo punto delle scuse formali e la rimozione del loro portavoce di Trinitapoli». «L'imbarbarimento del linguaggio che questi soggetti hanno introdotto nel dibattito politico merita tuttavia di essere stroncato definitivamente. Pertanto annuncio che il Partito Democratico - conclude Lacarra - tutelerà l'onorabilità delle proprie iscritte in tutte le sedi opportune».

Fa eco in una nota il presidente del Pd Puglia, Assuntela Messina: «Alla discriminazione tradotta nella volgarità del linguaggio e alla gratuità denigratoria e arrogante delle espressioni, la risposta è la pratica netta e lineare di un impegno nutrito di fermezza e volontà. Come donne del nostro tempo continueremo a lavorare con energia ed entusiasmo perché questo si compia». «Le offese rivolte a Maria Andriano, Annamaria Tarantino e Filomena Bruno, donne e militanti del Partito democratico - aggiunge Messina - tracciano inequivocabilmente l’orizzonte livido di una subcultura politico-esistenziale che spinge ad una riflessione ampia e che tocca la dimensione del senso civico della e nella relazione con gli altri». «In qualità di presidente regionale del Pd Puglia - conclude - esprimo loro la mia vicinanza e solidarietà, unitamente alla consapevolezza che lo 'stare accantò a chi realizza un compito politico deve tradursi nell’attenzione costante alla salvaguardia della dignità della Persona così come al rispetto del percorso e delle scelte che compie».

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