Giovedì 17 Gennaio 2019 | 09:27

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Tap

Oncologo sospende sciopero
sete dopo la visita di Emiliano

Tap, oncologo in sciopero fame e sete: vado avanti

LECCE - L’oncologo salentino Giuseppe Serravezza ha sospeso lo sciopero della sete, mantenendo solo quello della fame. A convincerlo di recedere, seppur parzialmente, dalla protesta in atto da otto giorni contro il progetto del gasdotto Tap che prevede l’approdo a San Foca, marina di Melendugno, è stato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che nel pomeriggio ha fatto visita all’oncologo nella sua abitazione a Casarano.

Il governatore della Puglia si è impegnato a farsi promotore presso il premier Gentiloni della convocazione di un incontro urgente a Roma alla presenza dei sindaci del Salento e dello stesso oncologo. Se la richiesta di Emiliano non dovesse essere recepita, i sindaci sono pronti ad attuare una mobilitazione collettiva sotto Palazzo Chigi. Davanti alla casa del professionista c'erano circa 300 persone, tra cui una folta presenza di attivisti aderenti al comitato No Tap.

Una quarantina i comuni della provincia rappresentati da sindaci e amministratori. All’incontro tra il governatore e l’oncologo erano presenti i sindaci di Casarano, Gianni Stefano, e di Melendugno, Marco Potì oltre ad una delegazione del comitato No Tap. Al termine dell’incontro privato Emiliano e Serravezza sono usciti sull'uscio di casa brindando con un bicchiere d’acqua, applauditi dalle persone presenti.

LA LETTERA DEL PROF. ASSENNATO (EX DIRETTORE ARPA) - Una battaglia «nobile ma sbagliata nel metodo scelto». Lo afferma Giorgio Assenato, ex direttore Arpa Puglia, che ha inviato una lettera all’oncologo salentino Giuseppe Serravezza all’ottavo giorno di digiuno per protestare contro il progetto del gasdotto Tap. Assennato chiede all’oncologo di «cessare la sua nobile ma sbagliata(nel metodo scelto) battaglia contro la Tap». Nella missiva Assenato mentre ribadisce «l'esigenza duplice di inibire qualsiasi altro impianto significativo con processi combustivi e di ridurre comunque, adottando le più performanti BAT, le emissioni autorizzate», chiede «se un comportamento così estremo, corrisponda alle criticità ambientali dell’impianto Tap».

Assennato nella lettera ricorda le battaglie ambientali condotte con Serravezza invitandolo a valutare «l'evidenza e se davvero si configuri anche semplicemente il pericolo di una ulteriore noxa cancerogena». Ribadisce anche come in qualità di medico di sanità pubblica, avrebbe preferito l’apporto del gasdotto in un sito industriale e la riconversione a gas metano della centrale di Cerano (Brindisi).

«Tu fai bene - conclude - a continuare la tua battaglia contro un impianto rifiutato dalla comunità ma non confondere l’opinione pubblica come se fosse stato autorizzato un impianto con rischio inalatorio cancerogeno. È altro. Non lo vuoi e ti capisco. Ma ti prego di continuare la tua missione come cittadino con armi 'convenzionalì, le armi della dialettica democratica».

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