Manfredonia: se la costa è indifesa, il molo di levante cede

di MARIA TERESA VALENTE

MANFREDONIA - Chi deve proteggere la costa? È la domanda che si pone Giovanni Simone responsabile del centro di cultura del mare di Manfredonia. Ingenti, infatti, i danni provocati dal maltempo che in questi giorni sta letteralmente mettendo in ginocchio il litorale sipontino, e quello che è più grave nell’indifferenza di tanti di fronte alle proteste che arrivano dal mondo della pesca e da quello agricolo. «Il molo di levante di Manfredonia sta crollando», evidenzia con preoccupazione Giovanni Simone. Quello di levante è il porto-peschereccio per antonomasia ed è quindi il più importante della città. 

L’INDIFFERENZA - «Eppure incredibilmente » aggiunge Simone «la struttura si trova in uno stato di precarietà dal almeno cinque o sei anni e le mareggiate di questi ultimi giorni hanno reso drammatica una situazione già nota». A causa del vento e delle forti mareggiate degli ultimi giorni, alcune imbarcazioni sono affondate e la marineria è continuamente in stato di allerta. Eppure, per evitare disastri «sarebbe bastato erigere barriere artificiali a protezione della costa», fa notare Simone. Invece vige l’an archia più assoluta e a farne le spese sono pescatori, ma anche agricoltori. 

RACCOLTI PERDUTI - Basta infatti spostarsi più a sud, verso la località Ippocampo, per capire quanto drammatica sia la situazione provocata dal maltempo e dalle conseguenti mareggiate. Qui gli argini, risultati del tutto inappropriati, sono letteralmente saltati distruggendo sulla costa distese di piantagioni di carote, patate, cipolle e funghi. Attonito il coltivatore diretto di Ippocampo, Nicola La Macchia, che mostra le carote distrutte dall’acqua ed un intero raccolto ormai irrecuperabile poiché sommerso dall’acqua salmastra del mare. 

L’ALLEVAMENTO ITTICO - Ingenti i danni anche ad una struttura di allevamento ittico del pescatore Ciro Troiano, che risulta completamente allagata. Questo a riprova che occorre intervenire con urgenza con barriere frangiflutti anche sulla riviera sud di Manfredonia Ma il problema è sulle competenze: chi deve intervenire per porre rimedio ed evitare episodi analoghi? E come mai non viene ancora indetto un tavolo di concertazione per pianificare la salvaguardia della costa sipontina? Bisogna forse aspettare che altre piantagioni vengano distrutte, che altri pescherecci affondino e che il molo di levante coli a picco sbriciolandosi del tutto? La situazione è a dir poco allarmante e l’allarme è stato lanciato, con la speranza che possa essere raccolto al più presto.
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