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Arrestate sei persone

Droga, i narcos di Minervino
spacciavano in Costa Azzurra

Droga: smantellato traffico stupefacenti, 6 arresti

MINERVINO MURGE - Sei persone, accusate di far parte di un'organizzazione di narcotrafficanti con base a Minvervino a ramificazione a Barletta e Cerignola, sono state arrestate dai Carabinieri della Compagnia di Andria, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Trani.

Il provvedimento è il culmine di una articolata indagine, svolta dalla Compagnia carabinieri di Andria, coordinata dalla procura di Trani, che si è avvalsa di intercettazioni telefoniche ed ambientali, oltre ad una serie di informative, e che è stata avviata dopo l’arresto di alcuni pusher a Minervino Murge, nell’aprile dell’anno scorso. Nelle intercettazioni, per indicare la droga da smerciare, i presunti componenti del gruppo parlavano di 'oliò.

L’attività investigativa, portata avanti sul campo dal Nucleo Operativo della Compagnia di Andria e dalla Stazione Carabinieri di Minervino Murge, ha svelato l’esistenza nel predetto comune di un gruppo delinquenziale dedito alla gestione di alcune tra le più fiorenti piazze di spaccio della Murgia settentrionale, alimentandole costantemente con significative partite di hashish, marijuana e cocaina, approvvigionate in Barletta e Cerignola.

Le indagini hanno portato in luce anche il ruolo verticistico di alcuni soggetti, tra cui S. F., detto “u gatt”, che, nonostante fosse ristretto agli arresti domiciliari presso una comunità terapeutica di Cerignola (FG), impartiva disposizioni, tramite incontri personali e comunicazioni telefoniche, a P. A. e D. P. N., affinché gestissero l’intera  “filiera” dell’attività di spaccio.

Particolare il linguaggio criptico utilizzato dagli indagati per sviare gli inquirenti: sfruttando il pregiato prodotto delle rigogliose campagne minervinesi, parlavano di “olio” per indicare la quantità di stupefacente da smerciare. Tentativi vani, dal momento che l’inchiesta ha consentito di debellare il gruppo e sequestrare importanti partite di droga, tra cui una di 25 kg. di hashish custodita, appunto, in un oleificio del luogo.

Sono inoltre state accertate relazioni del gruppo con persone legate al mondo della droga in Lombardia e in Francia, e gli affari si estendevano persino in rinomate spiagge della Costa Azzurra, dove la richiesta del particolarissimo narco-olio era di diverse decine di kg al mese.

L’inchiesta ha altresì individuato, in seno alla compagine, i promotori ed organizzatori, nonché gli incaricati di detenere e cedere i vari stock di stupefacenti e di provvedere al recupero dei crediti derivanti dal loro commercio.

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