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Melendugno

Tap, sospesi fino a lunedì
i lavori di espianto degli ulivi

Tap, sospesi fino a lunedì i lavori di espianto degli ulivi

MELENDUGNO (LECCE) - I lavori di espianto degli ulivi lungo il tracciato in cui dovrebbe sorgere il micro-tunnel del gasdotto Tap, a San Foca di Melendugno, sono stati sospesi temporaneamente fino a lunedì. Non conoscono tregua invece le polemiche tra governo e Regione e tra Comitato No Tap e la società multinazionale, e soprattutto le proteste, anche se in forma diversa rispetto ai giorni scorsi.

La decisione di sospendere i lavori, si apprende da fonti Tap, è stata presa nella tarda serata di ieri per la necessità di avvicendare il personale di polizia impiegato in questi giorni in un massiccio servizio d’ordine pubblico davanti all’area del cantiere. Ma nel frattempo i manifestanti hanno reso inaccessibile alle auto l’area in cui sorge il cantiere, sbarrando gli accessi con trincee fatte di pietre prese dai vicini muretti a secco, rami secchi, pneumatici, transenne e cassonetti della spazzatura.

«A Melendugno a mio giudizio sta succedendo qualcosa di ingiustificato, spero che Emiliano e il sindaco della cittadina ritornino ad avere un senso delle istituzioni», ha detto il ministro per la Coesione Territoriale con delega per il Sud, Claudio De Vincenti.

«C'è di mezzo - ha ricordato - l’interesse generale del Paese, vale a dire sicurezza energetica e riduzione delle emissioni». E mentre il Movimento Cinque Stelle ribadisce che «l'Italia non ha bisogno di un gasdotto inutile che ancora prima di essere posato a terra ha già creato enormi conflitti sociali sul territorio pugliese», c'è l’ennesimo 'botta e rispostà tra il governatore della Puglia, Michele Emiliano, e il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.

Il ministro «dice spesso delle cose sbagliate - afferma Emiliano - lo sfido a dire che il progetto del micro-tunnel abbia tutte le prescrizioni necessarie. Lo sfido a dire che è cantierizzabile oggi: lui non potrà dirlo, perché non è così. La sensazione è che l’interesse privato prevalga su quello pubblico». Galletti non si mostra preoccupato «perché - spiega - abbiamo fatto le cose con molta correttezza e l’opera serve al Paese e dal punto di vista ambientale è positiva».

Non manca il confronto a distanza tra oppositori del gasdotto e società Tap. Per Gianluca Maggiore, esponente del Comitato No Tap, gli oltre 200 ulivi che verranno complessivamente espiantati nell’area del cantiere «seccheranno per cause naturali perché non è il periodo giusto per espiantarli, gli alberi sono già in piena vegetazione», e sottolinea che l’acqua del pozzo di quell'area è inquinata e quindi non utilizzabile.

"Stiamo curando questi alberi in una maniera incredibilmente maniacale per garantire il miglior risultato possibile e la migliore conservazione» ha ribattuto Michele Elia, country manager di Tap Italia, che oggi si è recato nella zona degli espianti. Quanto al pozzo inquinato, «useremo le autobotti» ha assicurato, aggiungendo che «serviranno altri due giorni per completare l’espianto dei 211 ulivi dall’area di cantiere»

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