Martedì 22 Gennaio 2019 | 17:40

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con formula piena

Vendita supermercati Cedis
Fitto assolto anche in appello

BARI - La seconda sezione penale della Corte di Appello di Bari ha confermato l’assoluzione per l’ex presidente della Regione Puglia (ed ex ministro) Raffaele Fitto, e ha assolto anche gli altri quattro imputati nel processo sulla vendita dei supermercati Cedis. Le accuse erano di interesse privato in una procedura straordinaria, falso materiale e ideologico. Fitto - che è stato assolto con formula piena mentre in primo grado i giudici avevano usato la formula dubitativa - era accusato di avere favorito l’imprenditore che aveva acquistato la rete di supermercati dopo la dichiarazione di fallimento, tramite la nomina di commissari ritenuti a lui vicini.

«Per Fitto questo era un processo non risolto - ha dichiarato l'avvocato Francesco Paolo Sisto, difensore dell’ex ministro insieme con gli avvocati Angelica Loiacono e Luciano Ancora - e l'esito dimostra che tenersi le assoluzioni è sbagliato quando si ha motivo di ritenere che lascino qualche ombra». Altri tre imputati, oggi assolti con formula piena e destinatari durante le indagini anche di misure cautelari, il professor Antonio De Feo e Giuseppe Rochira, rispettivamente presidente e componente della terna commissariale dell’amministrazione straordinaria del complesso aziendale Cedis e il consulente della procedura di vendita Stefano Montanari, erano stati condannati a 2 anni di reclusione. «Ha ragione De Feo a ritenersi vittima di un processo ingiusto. La Corte di Appello ha chiarito che i fatti non sussistono. De Feo - ha detto Sisto - può ora ritenersi soddisfatto del risultato ma certo non soddisfatto di quello che ha passato».

Assolto nel merito anche l’imprenditore Brizio Montinari, che nel 2004 si aggiudicò la vendita dei supermercati per 8 milioni di euro (in primo grado nei suoi confronti era stata dichiarata la prescrizione). «La prova era così lampante - ha concluso Sisto - da non meritare neanche soluzioni di ripiego. Così vanno lette le assoluzioni nonostante i reati fossero prescritti».

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