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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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dedicato ai detenuti

Concerto in carcere
della «Alighieri»

Il messaggio musicale di solidarietà degli alunni dell'istituto

Concerto in carcere della «Alighieri»

FRANCESCO BARBARO

LUCERANuova iniziativa all’insegna dell’azione di recupero dei detenuti della casa circondariale di piazza San Francesco diretta da Giuseppe Altomare. Dopo il successo dei primi incontri del “Salotto culturale” alla casa circondariale in occasione della festa del papà, le porte dell’istituto si sono aperte per accogliere i piccoli musicisti della scuola media “Dante Alighieri” - che fa parte dell’Istituto comprensivo “Tommasone-Alighieri” diretto dal preside Bartolomeo Covino – che si sono esibiti in un apposito concerto musicale.

La scuola media “Alighieri” infatti è ad indirizzo musicale ed ha tanti alunni che nel pomeriggio si recano daccapo a scuola per studiare l’uso di strumenti musicali. La banda musicale della scuola media “Alighieri” ha all’attivo già tanti concerti ed ha al suo interno tanti giovani e promettenti talenti. Quella di lunedì scorso è stata la seconda edizione di un evento concerto che promette di essere un appuntamento tradizionale sia per la scuola media “Alighieri” che per la casa circondariale. «Tramite l’organizzazione dell’evento, che si ripete per il secondo anno consecutivo in occasione della festa del papà, i ragazzi della scuola hanno portato un messaggio di solidarietà e speranza ai detenuti per consentire loro, nonostante la reclusione, di trascorrere la festa del papà con allegria e spensieratezza», spiega la responsabile dell’area trattamentale della locale casa circondariale Cinzia Conte. «Siamo contenti di avere potuto portare i nostri alunni nella casa circondariale, è un’esperienza umana importante che va nella direzione dell’educazione alla solidarietà, la scuola ha fra i suoi obiettivi principali educare i ragazzi ai valori, quello della solidarietà è un valore fra i più importanti in una società – aggiunge il preside Covino - che vuol dirsi democratica e civile come la nostra».

La casa circondariale, i cui agenti sono guidati da Raffaella Occhionero, non è nuova a esperienze, che testimoniano il livello di sensibilità verso la tutela dei legami familiari e il sostegno alla genitorialità. All’interno dell’istituto, infatti, sono presenti percorsi formativi rivolti alla popolazione detenuta, svolti dai volontari coordinati dalla responsabile dell’area trattamentale, mirati al mantenimento del ruolo paterno, attraverso l’elaborazione di vissuti emotivi, in un contesto difficile come può essere la privazione della libertà che costringe spesso i papà detenuti a stare lontano per forza di cosa dai propri figli.

Ecco perché il compito die ragazzi della scuola “Alighieri” assume un valroe altamente rieducativo. Anche un esempio pratico di solidarietà.

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