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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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I monitoraggi sono obbligatori

Radon, in Puglia zero controlli
in scuole e uffici sul gas nocivo

La principale fonte del radon è il terreno, dal quale fuoriesce e si disperde nell'ambiente, accumulandosi in locali chiusi diventando pericoloso per la salute

Radon, in Puglia zero  controlliin scuole e uffici sul gas nocivo

GIUSEPPE ARMENISE

Bari - I novanta giorni prescritti dalla legge regionale sono trascorsi ma dei monitoraggi per la misurazione delle concentrazioni di radioattività naturale da radon non c’è traccia. Alla base di questa inottemperanza, probabilmente la scarsa informazione. L’Arpa (Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente di Puglia), che ha recentemente ospitato l’avvio di un corso di formazione per tecnici rilevatori di radon organizzato da Inail, Istituto superiore di Sanità con le Arpa di Puglia e Basilicata, fa appello alle istituzioni dei cosiddetti luoghi strategici, dalle scuole alle sedi degli enti pubblici e ai Comuni e avverte: «il monitoraggio della concentrazione di radon è obbligatorio e dal prossimo anno, il 2018, lo diventerà anche per le unità immobiliari private. A scuola come negli uffici, e in particolare nei luoghi chiusi e non ben ventilati, è più facile che la sostanza si annidi. Senza allarmismi va detto che siamo in presenza di un gas nocivo per la salute. Stando ai report epidemiologici, l’esposizione al radon è la seconda causa di tumore al polmone».

Le misurazioni sul livello di concentrazione di attività del gas radon vanno svolte su base annuale suddiviso in due distinti semestri (primavera-estate e autunno-inverno). «Raccogliere il radon è semplice - spiegano da Arpa - si tratta di appendere su una parete uno speciale kit, una sorta di scatoletta e intercettare il gas sospeso negli ambienti chiusi». Una volta raccolti, gli esiti di questo monitoraggio andranno sottoposti all’esame di Comune interessato e Arpa Puglia entro un mese dal rilevamento.

La principale fonte del radon è il terreno, dal quale fuoriesce e si disperde nell'ambiente, accumulandosi in locali chiusi ed è qui che diventa pericoloso per la salute. Altre fonti possono essere, in misura minore, i materiali da costruzione, specialmente se di origine vulcanica come il tufo o i graniti. Il radon è solubile in acqua e dall’acqua viene rilasciato in continuazione anche se le quantità sono comunque limitate. Più elevata, invece, la concentrazione se il radon si trova nelle acque profonde di falda.
La legge regionale sul radon recepisce la direttiva europea 59/2013/Euratom. È stata approvata dal, consiglio regionale lo scorso tre novembre. Prikmo firmatario il consigliere regionale del Partito democratico, Fabiano Amati. il quale ha partecipato all’iniziativa che ha tenuto a battesimo il corso su «Interventi di prevenzione e di protezione per il controllo dell’esposizione al radon indoor». Padrone di casa il neo direttore generale dell’agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente, Vito Bruno. «Stiamo formando - spiega Bruno - un’avanguardia di tecnici che possa mettere in campo un’azione di monitoraggio rispetto a quella che è la seconda causa di tumore ai polmoni. Ci auguriamo che questa sessione di lavori possa offrire stimoli anche in direzione di un miglioramento della Legge appena approvata dalla Regione Puglia».

Maggiore ceretezza nell’attuazione della legge, ad esempio, i sindaci potrebbero trovarla se la Regione provvedesse a emanare linee guida. «Chiediamo ad Arpa e ai soggetti coinvolti - ha risposto Amati a queste sollecitazioni - di chiarire le esigenze che rilevano, partendo dalla stesura di Linee Guida, e di suggerire tutti i necessari miglioramenti che permetteranno di restituire un’analisi completa dell’inquinamento da radon della Regione Puglia».

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