Bari: sì alla scorta  per il pm antimafia

BARI - Pareri favorevoli per l’assegnazione di una scorta al magistrato antimafia Desirée Digeronimo (già sotto tutela) sono arrivati ieri mattina al termine della riunione tecnica di coordinamento, presieduta dal prefetto Carlo Schilardi, alle quale hanno partecipato i vertici della questura e dei comandanti provinciali dell'Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, nonché, con funzioni di segretario, il funzionario preposto all'Ufficio per la sicurezza personale, che ha compiti di raccolta ed analisi preliminare delle informazioni relative a situazioni personali a rischio. 
Sulla base delle valutazioni espresse nel corso della riunione, che verranno ratificate la prossima settimana dal Comitato Provinciale per l'Ordine e la Si curezza Pubblica (organo ausiliario di consulenza del prefetto per l'esercizio delle sue attribuzioni di autorità provinciale di pubblica sicurezza), il prefetto formulerà all'Ufficio centrale per la sicurezza personale (Ucis), proposte motivate sull'adozione delle misure di protezione. 

Il coraggioso magistrato della Direzione di strettuale antimafia di Bari è stata raggiunta più volte nel corso della sua intensa e proficua attività inquirente, da gravi minacce e intimidazioni che portano la firma della malavita organizzata, in particolare quella che fa capo al clan storico degli Strisciuglio, il più agguerrito e violento, messo in ginocchio proprio dalle inchieste della Digeronimo. 
Proprio la Dda di Bari ha da ieri mattina un nuovo corodina tore. Il procuratore della Repubblica, Emilio Marzano, giunto a scadenza naturale del proprio mandato, ha affidato al dottor Marco Dinapoli, da anni procu ratore aggiunto, il compito di coordinare i pm che si occupano di criminalità organizzata. 

Lo scorso maggio il prefetto ha predisposto una misura di scorta e vigilanza per il tragitto casa-lavoro per il pm Digeronimo e per i giudici togati della Corte di as sise Salvatore De Feo e Maria Scamarcio dopo le mianacce rivolte ai tre magistrati al termine del processo per l’omicidio del 15enne Gaetano Marchitelli, avvenuto a Carbonara il 2 ottobre 2003 nell’ambito di una faida tra gli Strisciuglio e il clan DiCosola. 

Nell’elenco dei magistrati ba resi minacciati dalla malavita or ganizzata, per i quali è stato necesario ricorrere alla protezione di una scorta ci sono nomi noti. Ad esempio Michele Emiliano, oggi sindaco di Bari, nemico pubblico numero uno della Sacra corona unita. Gianrico Carofiglio, scortato insieme alla moglie, il sostituto procuratore Francesca Romana Pirrelli, entrambi presi di mira dalla mafia foggiana. Nel 2006 è finito sotto scorta un giudice del Tribunale civile, Luigi Agostinacchio, esperto di esecuzioni immobiliari. [l.nat.]
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