Un appello alla Gazzetta: «aiutatemi a rintracciare i miei ex compagni di Lucera»
Riemergono dai cassetti con gli antichi ricordi e si portano dietro l'eco di risate e tempi passati, che non ci sono più. Foto a volte un po' sbiadite, in bianco e nero, di una vita fa, e mentre le si guarda sale inevitabile la nostalgia resa più dilagante in chi è lontano dalla propria terra.
«Le ho ritrovate mettendo in ordine vecchie carte – racconta Antonio De Marco – e mi è venuta voglia di sapere che fine avevano fatto i miei vecchi compagni di scuola. Sono a Ferrara ormai da 47 anni, scendo raramente in Puglia da quando sono morti i miei genitori, ma non ho voluto rinunciare al tentativo di rintracciare anche solo qualcuno di loro, per poterci incontrare un giorno nella nostra terra d'origine, intorno ad un tavolo, per poterci raccontare tutte le cose belle e meno belle di questi lunghi 53 anni, per unirci in un grande abbraccio».
Non sapendo come fare il sig. Antonio ha pensato alla «Gazzetta» e ci ha inviato due belle foto che ritraggono la prima classe dell'anno scolastico 1954/55 (quella con più allievi), e il secondo anno successivo 1955/56 dell'Istituto Tecnico Industriale «A. Marrone» di Lucera.
Nella foto del primo anno il sig. Antonio è in alto in piedi sulla destra con cappotto e sciarpa, nella seconda immagine è nella fila di ragazzi in piedi, il secondo da destra.
Sembrano volti di adulti ed invece sono adolescenti ai primi anni di scuola superiore, adolescenti di ieri, e oggi alle prese con figli e nipoti, con una domanda che in tutti loro almeno una volta sarà passata per la mente «chissà che fine ha fatto...».
«Finché sono sceso a Lucera mi capitava di rivedere qualcuno dei miei compagni – dice il sig. Antonio – ma ora li ho persi completamente di vista. Anche mia sorella, che pure è rimasta a Lucera, ormai passa più tempo a casa della figlia a Roma che in paese, e non ho proprio modo per rintracciarli se non attraverso le pagine del giornale.
Ricordo che eravamo una classe molto unita, il primo anno di scuola fummo sospesi tutti quanti perché ci assentammo in blocco da una lezione di italiano, ora ne rido ma allora fu una ribellione che fece scalpore. In pratica, siccome la professoressa di lettere non ci piaceva per nulla, non ci facemmo trovare in classe, approfittando di un'ora di educazione fisica che svolgevamo in un altro istituto, non rientrammo e saltammo la lezione».
Ride per telefono il sig. Antonio, da padre avrà riso molto meno magari ad una birbonata del genere fatta dal figlio, ma con 53 anni ormai passati, quanto fatto a 15 anni è solo un bel ricordo. Un ricordo che speriamo poter essere bello anche per tutti gli altri ex studenti dell'Istituto Tecnico «Marrone», per tutti quelli che si riconosceranno in una di queste foto in bianco e nero, forse un po' sbiadite, ma così ricche di gioventù. (Rita Schena)
«Le ho ritrovate mettendo in ordine vecchie carte – racconta Antonio De Marco – e mi è venuta voglia di sapere che fine avevano fatto i miei vecchi compagni di scuola. Sono a Ferrara ormai da 47 anni, scendo raramente in Puglia da quando sono morti i miei genitori, ma non ho voluto rinunciare al tentativo di rintracciare anche solo qualcuno di loro, per poterci incontrare un giorno nella nostra terra d'origine, intorno ad un tavolo, per poterci raccontare tutte le cose belle e meno belle di questi lunghi 53 anni, per unirci in un grande abbraccio».
Non sapendo come fare il sig. Antonio ha pensato alla «Gazzetta» e ci ha inviato due belle foto che ritraggono la prima classe dell'anno scolastico 1954/55 (quella con più allievi), e il secondo anno successivo 1955/56 dell'Istituto Tecnico Industriale «A. Marrone» di Lucera.
Nella foto del primo anno il sig. Antonio è in alto in piedi sulla destra con cappotto e sciarpa, nella seconda immagine è nella fila di ragazzi in piedi, il secondo da destra.
Sembrano volti di adulti ed invece sono adolescenti ai primi anni di scuola superiore, adolescenti di ieri, e oggi alle prese con figli e nipoti, con una domanda che in tutti loro almeno una volta sarà passata per la mente «chissà che fine ha fatto...».
«Finché sono sceso a Lucera mi capitava di rivedere qualcuno dei miei compagni – dice il sig. Antonio – ma ora li ho persi completamente di vista. Anche mia sorella, che pure è rimasta a Lucera, ormai passa più tempo a casa della figlia a Roma che in paese, e non ho proprio modo per rintracciarli se non attraverso le pagine del giornale.
Ricordo che eravamo una classe molto unita, il primo anno di scuola fummo sospesi tutti quanti perché ci assentammo in blocco da una lezione di italiano, ora ne rido ma allora fu una ribellione che fece scalpore. In pratica, siccome la professoressa di lettere non ci piaceva per nulla, non ci facemmo trovare in classe, approfittando di un'ora di educazione fisica che svolgevamo in un altro istituto, non rientrammo e saltammo la lezione».
Ride per telefono il sig. Antonio, da padre avrà riso molto meno magari ad una birbonata del genere fatta dal figlio, ma con 53 anni ormai passati, quanto fatto a 15 anni è solo un bel ricordo. Un ricordo che speriamo poter essere bello anche per tutti gli altri ex studenti dell'Istituto Tecnico «Marrone», per tutti quelli che si riconosceranno in una di queste foto in bianco e nero, forse un po' sbiadite, ma così ricche di gioventù. (Rita Schena)