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Una befana da glaciazione
in Basilicata freddo record

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In arrivo il freddo con punte di -20°

di Gaetano Brindisi

L’inverno 2016/2017 sembra prendere una piega decisamente diversa dalle ultime stagioni invernali davvero avare di neve e di freddo con conseguente danno economico agli operatori turistici e ai settori legati al mondo dello sci. Anche quest’anno sembrava non ci fossero le condizioni per una stagione diversa e invece già da fine anno abbiamo avuto la prima neve a quote basse su gran parte della regione con temperature molto fredda.

Ma il bello deve ancora venire perché l’Italia centro-meridionale sta per essere investita da una vera e propria saccatura invernale proveniente dalla Russia occidentale che farà piombare in pieno inverno gran parte delle regioni che si affacciano sull’Adriatico e su tutte le regioni meridionali, compresa la Sicilia dove è prevista neve addirittura in pianura. Per sapere se si tratterà di neve abbondante bisognerà aspettare il posizionamento del mimino depressionario che di solito, in questi casi, si forma dopo 12-24 ore dall’arrivo dell’aria fredda ma, comunque vada, si tratterà di un’ondata di freddo storica destinata a rimanere negli annali meteorologici, soprattutto dal punto di vista delle temperature.

Intanto, tra la perturbazione transitata nella giornata di ieri e il peggioramento atteso da domani mattina, avremo una temporanea pausa precipitativa tranne che sulle zone tirreniche.

Previsioni per oggi: qualche pioggia insisterà ancora sulle zone tirreniche dove maggiore sarà l’umidità; sul resto della regione avremo una nuvolosità irregolare più intensa sulle aree interne del potentino e meno sulle zone orientali del materano; le temperature, dopo l’aumento avutosi ieri, torneranno a scendere su valori pressochè normali per il periodo. I venti saranno da sud-ovest e tenderanno a rinforzare ovunque e i mari risulteranno poco mossi con moto ondoso in aumento.

Previsioni per domani: già dalla mattinata cominceranno ad arrivare i primi sbuffi da nord e le prime precipitazioni che saranno nevose inizialmente oltre i 1000 metri ma con la quota neve che con il passare delle ore si abbasserà drasticamente. Entro il pomeriggio le nevicate interesseranno le zone oltre i 400/500 metri. Le temperature caleranno sensibilmente e i venti rinforzeranno da nord.

Tendenza per la Befana: avremo una giornata con frequenti nevicate anche in pianura; i fenomeni saranno più intensi sulle aree che guardano a nord e più modesti sulla costa tirrenica. Le temperature saranno in ulteriore calo con valori fino a 10 gradi in meno delle medie.

Sono previste delle isoterme (linee che uniscono zone con uguale temperatura) di ben 13/14 gradi sottozero alla quota di 850 hpa (che è un valore di riferimento di pressione atmosferica usato in meteorologia per misurare il geopotenziale e calcolare poi le varie quote oltre le quali può cadere la neve).

Questi valori si verificano molto raramente sulla nostra penisola e quando questo accade lo si deve a correnti d’aria continentali (da est o nord/est) provenienti quindi dalla Russia o dai Paesi dell’est e non sicuramente a correnti da nord o nord/ovest, provenienti dall’Europa settentrionale o dal nord-atlantico, notoriamente più umide ma decisamente meno rigide.

I precedenti storici che hanno visto ondate di freddo di questa portata sono davvero pochi e fanno riferimento soprattutto a episodi particolarmente nevosi: febbraio 1956; gennaio 1985; febbraio 1994; dicembre 2001.

In tutti questi casi, però, fu soprattutto la neve ad essere protagonista e non i valori particolarmente gelidi che invece potrebbero e dovrebbero registrarsi nei prossimi giorni a partire da domani sera e almeno fino a lunedì 9. Se prendiamo il 1985, ad esempio, il freddo attanagliò gran parte dell’Italia con valori record (-39° in val di Fassa e -23° a Firenze) ma non sicuramente il sud dove il freddo fu certamente di casa ma fu soprattutto la neve a paralizzare gran parte della regione con scuole chiuse per oltre una settimana.

In altri casi, invece, il freddo in quota fu corposo ma si è sempre trattato di “toccata e fuga” di poche ore o al massimo di un giorno. I valori record del fine settimana, invece, resteranno sopra di noi per circa 48 ore e questo potrebbe far cadere alcuni record storici regionali con punte di temperature vicine ai -20 gradi nella vallate appenniniche più alte nel momento in cui il cielo tornerà a rasserenarsi.

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