E' ufficiale: «L'Aeroporto di Brindisi non è più militare»

BRINDISI - E' stato firmato nei giorni scorsi il Decreto interministeriale (Ministro di Difesa, delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell'Economia e Finanze) con cui l'aeroporto «A. Papola» di Brindisi assume dall'11 settembre scorso lo «stato giuridico di aeroporto civile appartenente allo Stato e aperto al traffico civile».

Il Decreto che è alla firma della Corte dei Conti, sancisce, inoltre, il passaggio dei beni del demanio militare aeronautico dell'aeroporto di Brindisi (a cominciare dalle piste), non più funzionali ai fini militari, al demanio aeronautico civile in quanto strumentali all'attività del trasporto aereo civile.

Contestualmente tali beni sono assegnati in uso gratuito all'ENAC, che potrà procedere, a sua volta, alla prevista concessione alla Società di Gestione Aeroportuale (Aeroporti di Puglia Spa) per la parte di competenza, nonchè ad ENAV per i Servizi di Assistenza Volo e Controllo del Traffico Aereo. Giunge a compimento, finalmente, una lunga vicenda che ha avuto inizio con il Protocollo d'Intesa del 14/10/2004 sottoscritto tra i Ministeri Difesa, Economia, Trasporti, ENAC ed ENAV che prevedeva il cambio di stato giuridico da militare a civile di alcuni aeroporti tra cui quello di Brindisi.


"Si realizza dunque - commenta il direttore generale di Adp, marco Franchini - il presupposto indispensabile per programmare investimenti e sviluppo dell'aeroporto di Brindisi. Questa volta in assoluta autonomia decisionale".

"Di contro aggiunge Franchini - comincia adesso anche la fase più delicata e difficile che riguarda la definizione delle aree militari dismesse, alcune delle quali resteranno in capo all'Aeronautica militare, altre utilizzate dall'Onu e da ultimo quelle che saranno a disposizione della società aeorportuale".

"Avere uno scalo - conclude Franchini - nella sua interezza è un fatto, gestirlo invece con penalizzazioni e attività diverse dall'utilizzo civile è tutt'altro. Al gruppo di lavoro che definirà questi ambiti sarà demandata una grande responsabilità per il futuro dello scalo. Nel nostro piano di sviluppo da anni abbiamo individuato nella intermodalità porto e aeroporto il fattore di successo di una infrastruttra unica in Europa".
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