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Peacelink: «Le polveri tossiche
sfuggono alle centraline Arpa»

Ilva

L'Ilva

TARANTO - «Abbiamo scoperto che solo una parte delle polveri industriali che ricadono su Taranto viene monitorata con le centraline previste dalla legge. Quindi fino a ora l’impatto sanitario di migliaia di tonnellate di polveri è rimasto invisibile alle centraline Arpa». E’ quanto denunciano Alessandro Marescotti e Fulvia Gravame di Peacelink Taranto, che hanno realizzato un dossier sulle polveri dell’Ilva.

«Vogliamo evidenziare - aggiungono - l’emergenza sanitaria costituita da migliaia di tonnellate di polveri di cui non è stata studiata la tossicità e sfuggono al controllo delle centraline di monitoraggio. Ma i cittadini di Taranto vedono ogni giorno nei balconi polveri di origine industriale, senza tuttavia conoscerne la composizione chimica, la tossicità e senza avvertirne il pericolo intrinseco. Il sindaco di Taranto non ha mai fatto fino a ora alcuna comunicazione pubblica alla popolazione in merito alle precauzioni da prendere durante la vita quotidiana».

Le polveri riversate sulla città, secondo Marescotti e Gravame, «sono contaminate a nostro avviso dall’interno del ciclo produttivo e non solo dai parchi minerali, rappresentando quindi un potenziale di tossicità di gran lunga maggiore di quello fino ad ora stimato. Chiederemo all’Arpa e alla Asl una perizia completa sulle polveri che attualmente ricadono su tutta la città in modo tale che ogni cittadino potrà utilizzarla per applicare a ragion veduta il principio 'chi inquina pagà - rivalendosi nelle sedi competenti - senza dover affrontare a proprie spese il compito di un accertamento tecnico sull'origine e sulla composizione fisico-chimica di quelle polveri».

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