Martedì 25 Settembre 2018 | 17:44

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Brindisi

Portualità, alla ricerca
di un «difficile» accordo

opinioni molto distanti tra loro Oggi si riuniscono i capigruppo e domani è convocata l'assise

Portualità, alla ricerca di un «difficile» accordo

Due riunioni su fronti e luoghi opposti per affilare le armi e per dire ufficialmente che oggi si dovrà trovare, in un ordine del giorno, la soluzione alla questione del futuro di Brindisi all’interno della portualità italiana (ed europea) così come delineata dall’intervento della «riforma Delrio». Ieri sera si sono riuniti i consiglieri di maggioranza, anche quelli consiglieri del Pd, mentre il Propeller club a Palazzo Nervegna discuteva di «Portualità meridionale e Reti Ten-T» e sul ruolo delle Aree logistiche integrate.

Ai primi sembra non andare proprio giù il discorso dell’Autorità di sistema dell’Adriatico meridionale con Bari in testa e propendono per la richiesta di moratoria che dovrà essere richiesta, entro il 15 di questo mese, dal Presidente della Regione. Ma solo la richiesta di moratoria sembra unire le forze, perchè subito dopo c’è chi chiede di sapere - e ancora evidentemente non lo ha saputo - cosa si siano detti la sindaca Carluccio e le autorità tarantine e da qui determinare il proprio «placet» a questa ipotesi di soluzione, e c’è chi invece intende proporre Brindisi alla guida di un’autorità di sistema che coordina i porti salentini. La moratoria per altri dovrebbe servire solo ad unificare l’intera Puglia e i suoi porti sotto un’unica Autorità di sistema con a capo il capoluogo di regione e chi ancora vedrebbe favorevolmente l’ordine del giorno su una moratoria sic et simpliciter.

A questo punto del discorso si inseriscono questioni politico-amministrative più generali, perchè c’è chi - anche magari con un po’ di dietrologia - fa presente che Bari ha ottenuto nella riforma l’Autorità di sistema dopo che gli esponenti politici del posto hanno fatto la voce grossa con il premier Renzi, mentre la classe politica brindisina non è stata capace di ottenere alcunchè, restandogli solo un’«autorità morale» che gli viene dalla storia, ma che non porta lontano. C’è chi legge la questione su altri versanti, dicendo che nelle prossime ore non si raggiungerà alcun risultato plausibile essendo la questione del porto una di quelle su cui la maggioranza della sindaca, peraltro già risicata, rischia di frantumarsi di fronte al muro di silenzio del primo cittadino che ancora - come riferito - non ha fornito informazioni circa i colloqui a Roma e a Taranto avvenuti in un periodo di governo in cui ha retto senza esecutivo le sorti della città.

C’è chi ancora fa rilevare «azioni di disturbo» tese, se non a indebolire una maggioranza risicata, ad inibire processi di ampliamento. È il caso dei «Coerenti per Brindisi» che alcune indiscrezioni davano per divisi al loro interno con i tre consiglieri che sembra si siano consultati, decidendo di non intervenire sulla questione proprio perchè «non hanno ravvisato di dare seguito a illazioni». Vi è infine chi, sulla scorta di quanto proposto da BrindisiLeft, non vorrebbe alcuna moratoria, ma piuttosto un impegno perchè Brindisi non rischi di restare fuori, in maniera reale, da tutti i consessi. Come a dire: accettare la riforma Delrio così com’è stata definita e spingere perchè la Puglia abbia un’unica autorità di sistema. Insomma, sarebbe l’esatto contrario di ciò che sembra essere la strategia che probabilmente i consiglieri della sindaca le avrebbero proposto.

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