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clownterapia

«Medici con il naso rosso»
un appello: cerchiamo
volontari nelle scuole

medici clown con il naso rosso

di ANNADELIA TURI

BARI - Più che un impegno è una vera missione: «colorare» di allegria i reparti di pediatria e oncologia. Occhiali giganti, un enorme naso rosso, un insolito camice colorato: nell’originale kit non manca nulla per far sorridere un bambino e convincerlo a non avere più paura della malattia.
È tutto il necessario che, ogni volta, i volontari dell’associazione di clownterapia «Teniamoci per mano Onlus» si portano dietro per far sorridere i piccoli pazienti dell’ospedale Giovanni XXIII di Bari. Da circa due anni, una o due volte al mese, prestano servizio nella struttura aderendo all’iniziativa «In.con.tra.re - Un ospedale a misura di bambino».
I volontari operano, in Puglia, anche negli Ospedali Riuniti di Foggia, tutte le settimane. Come sosteneva il medico statunitense, padre della clownterapia, Patch Adams, la «terapia del sorriso» è in grado di aiutare il paziente a vivere meglio la sua malattia, focalizzando la sua attenzione, seppur per poco, non più sul problema ma sulla «leggerezza» di quell’attimo.
Su questo l’associazione «Teniamoci per mano Onlus» ha costruito la sua ragione d’esistere. Nata nel 2010 nel centro di Napoli, come una tra le prime associazioni di clownterapia del Centro Sud, fonda a distanza di poco tempo altre due sedi operative nelle città di Roma e Bologna. Oggi offre il suo servizio, a titolo gratuito, in oltre 24 strutture ospedaliere italiane.
La dedizione dei volontari ha permesso all’associazione di crescere e consolidare la presenza in almeno 9 regioni italiane, attraverso una squadra di 300 persone.

Ma, chi sono davvero i volontari che fanno clownterapia? E su cosa si basa la loro formazione?
Risponde Annamaria Tortora, responsabile marketing e comunicazione dell’associazione. «Per essere un buon clown bisogna abbattere il pregiudizio verso il paziente malato – spiega – se è un paziente oncologico, non serve fargli presente la sua malattia, ma ironizzare su essa... Diverso è il rapporto con i genitori dei bambini di pediatria o oncologia pediatrica: il più delle volte quando il bambino si addormenta e la situazione non è delle migliori, ci si toglie il naso, ci si siede accanto ad un genitore e ci si improvvisa amici… tra un abbraccio e qualche battuta, l’aria diventa più “leggera” e il genitore comincia a dirti grazie per la tua presenza».
È ovvio che non è possibile improvvisarsi clown. La formazione è impegnativa. «La nostra ricerca è molto profonda – ribadisce Tortora – non ci servono persone che facciano numero. Per questo l’associazione realizza un corso al mese nelle principali città italiane o in quelle da cui proviene una maggiore richiesta. Dura due giorni ed è tenuto da professionisti, specialisti che studiano il fenomeno del sorridere, esperti in yoga della risata, benessere e leggerezza. Il programma è basato principalmente sulla ricerca del sé».

L’associazione è sempre alla ricerca di volontari che scelgano di intraprendere questa missione. Infine l’invito ai dirigenti scolastici baresi: «Ci piacerebbe – conclude Annamaria Tortora – fare formazione agli studenti delle scuole superiori della città, così come abbiamo fatto a Napoli. Molti ragazzi nel pomeriggio si sono dedicati al volontariato sotto la nostra guida. Per noi è stata una grande soddisfazione».

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