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Magistrato brindisina Forleo a giudizio

È accusata di aver diffamato un collega della Procura in un'intervista giornalistica rilasciata a proposito di un procedimento per terrorismo internazionale
Magistrato brindisina Forleo a giudizio
Clementina Forleo VENEZIA - Il magistrato Clementina Forleo, in servizio a Milano ma originaria della provincia di Brindisi, è stata rinviata a giudizio per diffamazione nei confronti del giudice di Brescia, Roberto Spanò per alcune dichiarazioni rilasciate a "Corriere Magazine", nel settembre 2006.
Il rinvio a giudizio è stato deciso stamani dal giudice per le indagini preliminari di Venezia Giandomenico Gallo, che ha accolto l'ipotesi d'accusa avanzata dal procuratore aggiunto veneziano Michele Dalla Costa.
Il procedimento si inquadra nelle polemiche che hanno fatto seguito alla scarcerazione decisa dal giudice per le indagini preliminari Forleo di due imputati tunisini detenuti nell'ambito di un'inchiesta bresciana per terrorismo internazionale. I due - Nourredine Drissi e Kamel Ben Mouldi Hamraoui - accusati di far parte dell'organizzazione terroristica Ansar Al Islam, erano stati alcuni giorni dopo nuovamente incarcerati dal magistrato bresciano, il quale aveva espresso nel provvedimento di custodia cautelare il proprio dissenso nei riguardi delle decisioni della collega milanese. A questo dissenso avevano fatto seguito le dichiarazioni di Clementina Forleo ritenute lesive da Spanò.
Nel corso dell'udienza odierna - alla presenza del giudice Spanò ma non della collega milanese - il legale di Forleo, avv. Davide Steccanella, ha sostenuto che le affermazioni della sua assistita non erano assolutamente riferite alla decisione del magistrato bresciano, che si era ben guardata dal commentare, ma erano relative alle motivazioni espresse nel provvedimento di custodia cautelare dei due tunisini dallo stesso nei confronti del giudice precedente, la Forleo.
In particolare, nelle motivazioni, Spanò aveva, tra l'altro, definito «confuso» l'impianto di Forneo nella distinzione tra i diversi gradi di adesione a quell'organizzazione terroristica.
Nell'intervista, Forleo aveva osservato che il dissenso nei confronti del giudice precedente deve essere espresso «in modo pacato e leale», rilevando che «il collega Spanò non avrebbe scritto quelle cose se al mio posto ci fosse stato un uomo». Queste affermazioni, ha sostenuto il legale di Spanò, avv. Paolo Bissi, risultano pregiudiziali non ammissibili in un provvedimento giudiziario avente per oggetto la libertà personale degli individui.

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