Non si definiva uno stilista, ma «artigiano, produttore di felicità» Yves Saint Laurent.
Nato in Algeria nel 1936 da una agiata famiglia francese, Saint Laurent, insieme con Christian Dior e Coco Chanel ha rappresentato non solo l'apice della moda francese del '900, ma anche l'egemonia dell'eleganza europea, un'eleganza che, tuttavia, nelle sue mani è sempre stata cosmopolita.
Le sue invenzioni stilistiche resteranno immortali: dal nude-look allo smoking femminile, dagli abiti esotici alle sahariane in chiave urbana e al trench in lucido vinile.
Se per Le Figaro , che titola a tutta pagina, la prima, YSL è «il più grande stilista del mondo», per le Monde resterà «il cantore dell'eleganza francese. Ha inventato lo stile Rive Gauche, molto parigino, sottile matrimonio fra il maschile-femminile che esalta la sensualità: se ne sono impadronite le donne con felicità».
Aveva lasciato la moda nel 2002, con una sfilata retrospettiva al Centro culturale Georges Pompidou sui suoi 40 anni di carriera. Già molto debole, lo stilista aveva confessato allora di aver conosciuto «la paura e la terribile solitudine, i falsi amici che sono i sedativi e gli stupefacenti, la prigione della depressione e quella delle case di cura».
Le sue esequie si terranno giovedì prossimo a Parigi nella chiesa di Saint-Roch, ha reso noto Pierre Bergè, cofondatore della griffe e compagno di lavoro e di vita dello stilista. Yves Saint Laurent soffriva di «un tumore al cervello» ed era «malato da un anno», ha detto Bergè alla radio francese Rtl.
«Grazie al suo genio creativo, alla sua personalità elegante e raffinata, discreta e distinta - ha detto ancora Sarkozy - Yves Saint Laurent ha impresso il suo marchio su mezzo secolo di stile, nell'alta moda come nel pret-à-porter, perchè era convinto che la bellezza era un lusso necessario a tutti gli uomini e a tutte le donne» .
















