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Fuma durante la pausa
licenziato operaio a Melfi

Fuma durante la pausalicenziato operaio a Melfi

La Fiom Cgil: «Solo una rappresaglia per aver chiesto una diversa turnazione»

30 Giugno 2016

Francesco Russo

Un lavoratore della Dea Service - stabilimento dell’area industriale di San Nicola di Melfi che dà impiego ad una novantina di persone - è stato licenziato per esser stato sorpreso a fumare. Ma secondo la Fiom-Cgil, che ha segnalato l’episodio, l’iniziativa sarebbe «una rappresaglia» da parte dell’azienda in seguito alla richiesta, presentata dal diretto interessato insieme ad altri colleghi, di un nuovo calendario per la turnazione. Netta, la replica del responsabile del personale della Dea Service, secondo il quale il «provvedimento non ha nulla a che fare con le rivendicazioni sui turni, che tra l’altro erano pervenute anche da altri operai: la persona licenziata - evidenzia il rappresentante dell’azienda - non ha rispettato le regole, nemmeno dopo una prima contestazione, ed ha fumato all’interno dello stabilimento, non fuori come sostiene il sindacato in sua difesa». Ma andiamo per gradi, e partiamo dall’intervento della Fiom-Cgil. «La settimana scorsa presso la Dea Service di Melfi - spiega il sindacato - un lavoratore è stato licenziato con l’ingiusta motivazione di aver fumato una sigaretta durante la pausa, fuori dalla fabbrica. Sarà un caso che questo grave provvedimento ha raggiunto un lavoratore che aveva osato richiedere, assieme ad altri suoi colleghi, il miglioramento delle condizioni di lavoro? Nello specifico, infatti, i lavoratori della Dea Service avevano chiesto all’azienda la predisposizione di un semplice calendario riportante la turnistica. Dopo tale elementare istanza l’azienda - continua la Fiom - ha comminato due provvedimenti disciplinari con l’obiettivo di licenziare il lavoratore. Chiediamo quindi la revoca di quel provvedimento discriminatorio». «Il licenziamento - ribadisce Donato Catalano, responsabile del personale - non c’entra nulla con le richieste sui turni. Il problema vero è che il lavoratore è stato licenziato, perché sorpreso da un capoturno a fumare in orario di lavoro nello stabilimento, insieme ad un collega. Nonostante avesse avuto una contestazione, il giorno successivo l’operaio è stato visto fumare da una responsabile amministrativa e da un altro dirigente, sempre all’interno dello stabilimento ma con la porta di emergenza aperta, anche se questa volta durante la pausa. Nonostante la nuova contestazione - dice ancora - il diretto interessato ha continuato a negare. Abbiamo quindi provveduto al licenziamento per giusta causa, ai sensi del contratto di lavoro metalmeccanico. Il lavoratore sorpreso a fumare con lui, invece, si è scusato con l’azienda e per questo è stato soltanto sospeso per un paio di giorni. Per quanto riguarda i turni, poi - evidenzia - avevamo già spiegato in una riunione ai sindacati che svolgendo il servizio per Fca non possiamo fare i turni mensilmente, ma dobbiamo prevederli settimana per settimana, per evitare di trovarci impreparati in caso, ad esempio, di infortuni o malattie improvvisi».

melfila dea service controbatte: «non ha rispettato le regole, nemmeno dopo la prima segnalazione»

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