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la città che verrà La giunta «adotta» casa Piccinni

le buone pratiche Il sindaco e gli assessori si autotassano di 300 euro a testa. Un esempio di Art bonus

la città che verrà La giunta «adotta» casa Piccinni

di Daniela D'’ambrosio

BARI - Trecento euro a testa moltiplicato per dieci assessori più il sindaco: tremila e trecento euro che serviranno a restaurare una parte di Casa Piccinni, a Bari vecchia, la palazzina in cui ebbe i natali e visse il più grande musicista barese nonché uno dei più grandi del Paese. L’autotassazione della giunta apre una donazione sull’Art bonus, una misura adottata dal Comune un paio di mesi fa, che consente a qualunque cittadino, associazione o impresa di contribuire alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico della città. «È una misuara rivoluzionaria - commenta Silvio Maselli, assessore alle Culture - che consentirà di realizzare interventi di manutenzione grazie al contributo di privati».

L’Art bonus, varata dal Governo, è molto usata nel Centro Nord. Bari è la prima città capoluogo della Puglia e tra le prima al Sud, forse la prima, afferma Maselli, ad adottarla. «Con questo nostro piccolo gesto collettivo - aggiunge l’assessore - abbiamo voluto stimolare imprenditori e cittadini che hanno maggiore capacità di intervenire, ad avvicinarsi a uno strumento che comunque consente di defiscalizzare, in tre anni, il 65 per cento dell’importo».

La particolarità dell’Art bonus sta nel fatto che il Comune propone un elenco di beni ma anche i cittadini possono avere parte attiva e quindi segnalare o proporre un bene che ritengono meritevole di «adozione». Basta poi una delibera di giunta per introdurre il monumento p l’edificio proposto fra quelli ammissibili. «Abbiamo puntato su Casa Piccinni - dice ancora Maselli - perché l'abbiamo candidata da pochi giorni a luogo del cuore Fai, e questo ci potrebbe consentire, qualora dovessimo riuscire a raccogliere un adeguato numero di firme, di ottenere un finanziamento del Fai e di Banca Intesa, e così finalmente rendere Casa Piccinni totalmente fruibile ai cittadini, non solo il piano terra come oggi».

La sottoscrizione volontaria è stata già fatta. «La comunichiamo solo oggi - spiega l’assessore - perché oggi abbiamo anche l’ultimo degli ultimi bonifici in cassa».

«I politici sono famosi per le promesse non mantenute - sottolinea fra il serio e il faceto l’assessore - noi abbiamo preferito prima fare e poi dire».

Un gesto simbolico teso a convincere della bontà dello strumento anche i cittadini più diffidenti. «Speriamo che questo esempio venga presto seguito da tutti - spiega ancora Maselli - basta un minimo di venti euro per avere diritto allo sconto fiscale. Potrebbe tornare utile a tutti coloro che hanno bisogno di abbattere un po' la pressione fiscale facendo qualcosa di buono per la collettività».

E poi l’assessore conclude: «Siamo abituati a pensare che i beni culturali siano a carico dello Stato. In America sono i grandi magnati ad occuparsene. In Italia la Costituzione impegna lo Stato alla tutela del patrimonio ma chiedere una mano ai cittadini può non essere sbagliato».

Nell’elenco proposto dal Comune, come beni che necessitano di supporto e restauro, sono inseriti il Fortino, il museo Civico e le edicole votive della città vecchia. Ma l’elenco è aperto alle proposte.

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