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emergenza igiene Sciopero dei netturbini l'immondizia per strada

il problema Cittadini incivili: nonostante il divieto, buste per terra già da ieri

emergenza igiene Sciopero dei netturbini l'immondizia per strada

di Antonella Fanizzi

L’appello lanciato nei giorni scorsi è caduto nel vuoto. Così oggi, fino alla mezzanotte quando ci sarà la ripresa del servizio, le strade rischiano di trasformarsi in discariche.

Invece di svuotare i bidoni, che per legge però avrebbero dovuto riempirsi dalle 18.30 in poi, e al posto di spazzare le strade, i netturbini incrociano le braccia. I sindacati hanno proclamato una giornata di sciopero a livello nazionale per rivendicare il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da 28 mesi.

In piazza Prefettura è in programma un sit-in dei lavoratori che si occupano di igiene ambientale. Anche nei paesi della provincia dove funziona il porta a porta potrebbero verificarsi problemi.

A Bari la situazione potrebbe essere particolarmente grave a causa delle elevate temperature e dalla inciviltà dei cittadini. Nonostante il divieto di buttare ogni domenica e nei festivi l’immondizia nei cassoni della indifferenziata, i bidoni erano già pieni con i sacchetti abbandonati pure sui marciapiedi sin da ieri. Lo scempio riguarda per esempio via Trevisani, via Dante, via Principe Amedeo. Ma sono numerose le strade dei vari quartieri dove i residenti non hanno rispettato la normativa: gli scarti in estate si possono buttare nei contenitori della indifferenziata a partire dalle 18.30 e comunque non di domenica. La normativa è perciò stata ignorata. Questa volta però si rischia l’emergenza sanitaria.

Il presidente dell’Amiu, Gianfranco Grandaliano, ribadisce: «Stiamo cercando di organizzare il servizio in maniera tale da limitare i disagi. Resta il fatto che lo sciopero di oggi è quantomeno inopportuno, quasi al limite della provocazione, in coincidenza con la domenica, giorno di divieto di conferimento causato dalla chiusura delle discariche pubbliche, e con il ponte del 2 giugno alle porte. A questo si aggiunge la beffa che per far raccogliere tutto quello che ci sarà in giro, le aziende dovranno pagare addirittura gli straordinari. Le norme attuali consentono insomma di massimizzare il danno ai cittadini e di mettere in difficoltà sindaci e intere comunità».

Ma a Grandaliano, che è inoltre vicepresidente di Utilitalia e che ha seguito la trattativa con i sindacati, replica la Fp Cgil: «Nessuna proposta è giunta, da parte di Utilitalia, riguardo ai benefici economici che, in ogni rinnovo contrattuale, i lavoratori si attendono. Inoltre in Puglia si aggiungono tutti i problemi che quotidianamente emergono rispetto alla gestione del servizio e alle modalità di affidamento, ai ritardi nella raccolta differenziata e alla carenza degli impianti necessari per chiudere il ciclo, alle sempre più frequenti vicende giudiziarie che caratterizzano il settore e all’assenza di una vera governance dello stesso: una emergenza dagli aspetti preoccupanti».

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