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AcelorMittal

Giù il fatturato del gigante
dell'acciaio che vuole l'Ilva

Ilva

L'Ilva

In calo l’Ebitda, a 927 milioni, pesante la riduzione dei ricavi (13,4 miliardi di dollari) diminuiti del 22% rispetto allo scorso anno

06 Maggio 2016

AcelorMittal, il numero uno mondiale dell’acciaio in corsa per l’acquisizione dell’Ilva, dopo un 2015 in rosso per 7,9 miliardi di dollari (causa pesanti svalutazioni) e un aumento di capitale da 3 miliardi ha chiuso i conti del primo trimestre 2016 con una perdita netta di 416 milioni di dollari, in miglioramento rispetto ai 728 milioni del primo trimestre 2015.
In calo l’Ebitda, a 927 milioni di dollari rispetto all’1,38 miliardi dello stesso periodo 2015. Pesante la riduzione dei ricavi (13,4 miliardi di dollari) diminuiti del 22% rispetto allo scorso anno. A pesare sul titolo, sceso dopo la diffusione dei risultati del 4,1%, è stato soprattutto l’indebitamento salito al 31 marzo 2016 a 17,3 miliardi di dollari rispetto ai 15,7 miliardi registrati al 31 dicembre 2015. Tuttavia - secondo l'azienda anglo-indiana basata in Lussemburgo - l’indebitamento potrebbe scendere a 13,3 miliardi per effetto della vendita della partecipazione (35%) in Gestamp Automociòn che si spera di concludere entro giugno 2016 ricavando circa un miliardo di dollari.
A pesare sui numeri è stata ancora la sovraccapacità della Cina, ma la società si aspetta di chiudere il 2016 con un Ebitda in deciso miglioramento, sopra i 4,5 miliardi di dollari. «Nel settore dell’acciaio la fiducia sta migliorando. L’aumento dei prezzi dell’acciaio in Cina stanno spingendo il mercato globale" ha detto il Ceo Agitya Mittal. Secondo l’erede dell’impero d’acciaio «il miglioramento della dinamica dei prezzi si potrà riscontrare maggiormente nel secondo trimestre e avrà pieno effetto nella seconda parte dell’anno». Durante la conference call Mittal non ha voluto commentare le indiscrezioni di una partecipazione del gruppo a una cordata per l’acquisizione dell’Ilva verso la quale ArceloMittal ha presentato manifestazione di interesse.
Sempre in tema Ilva l’amministratore delegato di Cdp Fabio Gallia ha confermato quanto anticipato nei giorni scorsi dall’ANSA: «Siamo impegnati per vedere se ci sono le condizioni per un progetto industriale che veda il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti con una quota di minoranza». Pur mantenendo la riservatezza richiesta dal momento particolare della procedura (il 30 maggio scade il termine per le offerte vincolanti) Gallia ha confermato che «Ci sono le condizioni per lavorare» a un progetto di risanamento e rilancio del colosso italiano della siderurgia.

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