Sabato 06 Giugno 2020 | 20:37

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storia

E l’Italia ricominciò dal ‘43
sulla «Gazzetta» della libertà

Inaugurata nella Cittadella della Cultura la preziosa mostra «Alle origini della comunicazione politica nella Puglia libera 1943-1945»

Luigi De Secly

storico direttore della Gazzetta: De Secly

di LIVIO COSTARELLA

BARI - Avveniva settant’anni fa ed oggi le nuove generazioni hanno finalmente la possibilità di approfondire cosa accadde tra il 1943 e il 1945 in Italia: ma soprattutto a Bari, in un periodo cruciale in cui il capoluogo pugliese fu una vera e propria capitale editoriale nell’Italia liberata dal fascismo.

Si è inaugurata ieri mattina nella Cittadella della Cultura, all’Archivio di Stato di Bari – in un evento organizzato da Corecom Puglia (Comitato Regionale per le Comunicazioni) e IPSAIC (Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea) - la preziosa mostra «Alle origini della comunicazione politica nella Puglia libera 1943-1945», che attraverso molte pagine di giornali d’epoca, ma soprattutto de «La Gazzetta del Mezzogiorno», disegna un percorso che portò all’informazione libera dopo vent’anni di dittatura (resterà aperta fino al 5 febbraio).

Ieri è stato presentato anche il volume La stampa libera in Puglia. Informazione, opinione pubblica, partiti, 1943-1945 (Edizioni dal Sud, euro 18, pagg. 297), con l’intervento di numerosi ospiti, moderati da Antonella Pompilio (direttore dell’Archivio di Stato), alla presenza di studenti e docenti del Liceo Flacco e della scuola media Tommaso Fiore di Bari, del Liceo delle Scienze Umane di Terlizzi e dei corsisti del Master di giornalismo dell’Università degli Studi di Bari e della Scuola di Archivistica. Ai primi saluti istituzionali di Giovanni Procacci (Consigliere del Presidente della Regione Emiliano) e di Mario Loizzo (Presidente del Consiglio Regionale), il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia Valentino Losito ha sottolineato «l’importanza di non sciupare la libertà di stampa così faticosamente conquistata in quegli anni».

E se Bari è stata «la capitale editoriale dell’Italia libera – ha ricordato il presidente del Corecom Felice Blasi (che ha dedicato il volume allo studioso Giulio Esposito prematuramente scomparso, tra gli autori insieme a Vito A. Leuzzi, A. Gervasio, R. Pellegrino, V. Vitulli) – Leuzzi ha celebrato «l’apporto della Puglia alla lotta di liberazione nazionale, oltre alle vicende del maggiore quotidiano del Sud, «La Gazzetta del Mezzogiorno», la nascita dei primi settimanali di partito e l’importante funzione di orientamento dell’opinione pubblica svolta da Radio Bari, la prima radio libera del continente europeo».

A proposito dell’informazione di quegli anni, Giancarlo Tartaglia (direttore Federazione Nazionale Stampa Italiana) ha tracciato un quadro completo dei giornali di quegli anni, ricordando che la «Gazzetta» «non ebbe alcuna interruzione nelle pubblicazioni». E insieme a Carlo Brienza (direttore sede Rai di Bari), Luciano Sechi (responsabile della sede barese dell’Agenzia giornalistica Agi) e Raffaele Lorusso (segretario Federazione Nazionale della Stampa), il direttore della «Gazzetta» Giuseppe De Tomaso ha spiegato che in questo volume «si ravvisa la tendenza storica del giornalismo italiano, la cui informazione nasce come strumento di lotta politica». Senza dimenticare come quella «Gazzetta», allora diretta da Luigi De Secly, «fu fondamentale per raccontare cosa stava accadendo, non a caso tutto il mondo parlava di Bari: se è stato possibile ripartire, dopo la guerra, va dato atto anche al nostro giornale di essere stato uno strumento necessario per la democrazia italiana».

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