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In Puglia e Basilicata

sul caso xylella

«La fiction offende il Salento»
Avvocato contro la Rai

«La fiction offende il Salento»Avvocato contro la Rai

Finisce sotto accusa l'ammiraglia della tv pubblica per "Come la fai la sbagli" e la battuta sugli ulivi infetti

30 Aprile 2016

Stefano Lopetrone

LECCE - Quando ha ascoltato in tv quella frase sugli ulivi del Salento, «tagliati perché ci fu quell’infezione», l’avvocato Pietro Luigi Nuccio è saltato sul divano. Furioso, ha deciso di querelare per diffamazione tutti: presidente e amministratore delegato della Rai, direttori di RaiUno e Rai Fiction, i produttori Paypermoon Italia ed Elephant Italia che hanno confezionato Come fai sbagli, sei puntate in prima serata, l’ultima delle quali, quella «incriminata», andata in onda domenica scorsa. Nomen omen, si potrebbe dire: nel titolo della saga c’era un presagio d’errore.


A Nuccio, che ieri ha presentato regolare denuncia ai carabinieri ed alla Procura, non è piaciuto quanto detto dai protagonisti al 21esimo minuto. Ossia quando Walter (l’attore Daniele Pecci) si rivolge alla moglie Valeria (l’attrice Francesca Inaudi) mentre sfoglia l’album dei ricordi: «Qua stavamo in Salento, me lo ricordo per la festa della pizzica». Lei risponde: «Era tutto così diverso». Poi la frase incriminata in bocca al personaggio maschile: «Eh sì, questi ulivi non ci stanno più, sono stati tagliati perché ci fu quell’infezione, te lo ricordi?». Non è la prima volta che la Rai punta il dito sugli ulivi. In altra fiction, Don Matteo per l’esattezza, un olivicoltore umbro spiega che i suoi ulivi sono sani e il suo olio è buono, non come quelli del Sud. In Come fai sbagli, però, il riferimento al Salento è specifico. Secondo l’avvocato, le parole danneggiano l’immagine e la reputazione del territorio, trasmettendo un messaggio che «non corrisponde alla realtà».

In effetti, dal dialogo potrebbe trarsi l’idea sbagliata che ormai nelle province di Lecce e Brindisi non ci siano più ulivi, dopo il nefasto passaggio del batterio killer. In realtà sono pochissimi gli alberi eradicati: «Quelli abbattuti non sono stati tagliati per colpa della Xylella», spiega nell’esposto il legale di Tricase. «Tanto è vero che a dicembre, dopo un anno di indagini, la Procura di Lecce ha posto sotto sequestro gli ulivi compresi nell’esecuzione del Piano Silletti, impedendone l’eradicazione. L’abbattimento di alcune piante era stato previsto per contrastare la diffusione del batterio, operazione compiuta a ottobre e poi sospesa». I tempi non combaciano. Difficile immaginare che le riprese della fiction siano cominciate durante o dopo quegli abbattimenti.
Nuccio si è sentito offeso: «La divulgazione di queste notizie false su una rete televisiva nazionale danneggia l’immagine del Salento, la cui economia si basa su agricoltura e turismo. Di fatto, molti turisti hanno già disdetto le loro visite a causa della trasmissione». Affermazione contenuta nell’esposto e che sicuramente l’avvocato potrà provare nel corso del dibattimento. Certo, quelle frasi pronunciate davanti a 3,3 milioni di telespettatori (dati Auditel) sono una forzatura. Nuccio devolverà l’eventuale risarcimento del danno alle associazioni che difendono il territorio salentino. Intanto pretende una smentita in diretta sui telegiornali Rai.

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