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10 anni di battaglie legali

Il Comune di Lizzano, infatti, avrebbe penalizzato “solo” un singolo imprenditore, Luigi Monopoli, e la sua spiaggia attrezzata

spiaggia a lizzano

di ALESSANDRA CAVALLARO

LIZZANO - «Mi dica lei, cosa avrei dovuto fare, arrendermi?». Non l’ha fatto Luigi Monopoli, e dopo 11 anni ha deciso di querelare il mese scorso il sindaco di Lizzano e i responsabili dell’Ufficio Tecnico del comune, che si sono alternati nell’ultimo decennio, ovvero da quando ha cominciato la sua battaglia per ampliare la porzione di spiaggia che ha in concessione. Si riserva anche, di chiedere in futuro il risarcimento dei danni subiti, per un ammontare approssimativo di circa 500 mila euro. «Ho pagato 11 avvocati e 5 ingegneri, per non parlare del mancato guadagno».

Luigi Monopoli è il titolare della spiaggia “Lido Valeria”, in località Bagnara. La sua è una “storia infinita”, così la soprannomina lo stesso Monopoli. Nel 2001 chiede, e integra poi con ulteriori documenti nel 2004, l’autorizzazione per l’occupazione in regime di concessione, di un’area di pubblico demanio marittimo, sottoposta a vincolo idrogeologico, per realizzare una spiaggia libera con servizi su un’area di 2825 mq. Richiesta avanzata agli assessorati regionali competenti e accolta. Nel 2004 Monopoli però sceglie, per una semplice questione logistica, di limitare l’estensione dell’area da utilizzare, fermo restando però il parere favorevole ottenuto per l’intera porzione di demanio. E, infatti, dopo aver realizzato la struttura balneare, qualche anno dopo, ha presentato un’istanza formale di “riespansione”. Ed è qui che, di fatto, comincia quello che Luigi Monopoli definisce «un atteggiamento incomprensibile da parte del Comune di Lizzano».

«Tutti gli enti competenti per lo svolgimento dell’istruttoria procedimentale hanno sempre espresso parere favorevole. Tutti – spiega il titolare della concessione - Pareri favorevoli su tutta l’area di 2825 mq. Il Comune mi ha ostacolato in ogni maniera possibile. Compiendo anche degli abusi». Un esempio? Nella querela è scritto che il Comune di Lizzano già nel 2006, tramite il suo dirigente tecnico di allora, in risposta alla richiesta di rinnovo della concessione dell’intera area demaniale, proponeva “inspiegabilmente” una rimodulazione, prevedendo di dividere l’area con un altro soggetto «che non era in possesso di alcun parere o permesso da parte degli enti preposti».

Luigi Monopoli, dopo anni di attese, si rivolge così al Tar che, alla fine, gli da’ ragione. Ma nulla cambia, anche perché il Comune di Lizzano motiva il suo rifiuto a causa della mancanza del Piano regionale delle Coste, un Piano che però è stato approvato e pubblicato sul Burp nel novembre 2011. A questo punto Monopoli, tramite il suo legale, si rivolge al Consiglio di Stato, che definitivamente, nel 2014, annulla il diniego del Comune, «viziato da numerosi profili d’illegittimità», così si legge nel provvedimento. Sebbene questa sentenza sia stata comunicata all’ente, non solo lo stesso non ha provveduto alla chiusura definitiva del procedimento, «compromettendo la mia attività e la mia situazione economica», dice ancora Monopoli, ma lo scorso febbraio gli ha notificato il no “definitivo” sull’ampliamento della concessione demaniale. Ad oggi è stato richiesto l’intervento di un Commissario ad Acta per dirimere la questio.

Nel documento depositato in Procura ci sono anche alcune valutazioni che sembrerebbero la cornice di tutta la vicenda. Il Comune di Lizzano, infatti, avrebbe penalizzato “solo” Luigi Monopoli e la sua spiaggia attrezzata, «provvedendo invece – così si legge - negli anni ad emanare provvedimenti di autorizzazione, con pareri favorevoli, verso altri soggetti titolari di attività commerciali in località Bagnara, in spregio alle attuali leggi in tema di abusivismo edilizio e di regolamenti comunali». E nella querela ci sono anche accuse più pesanti. Una però Luigi Monopoli la rivolge tramite la stampa, senza bisogno di nessun documento scritto. «E’ il sindaco che fa da padre padrone».

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