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I furbetti dell'emergenza abitativa

Bari, hanno ville e terreni
ma chiedono la casa al Comune

Redditi da fame? Storie strazianti? Suocere disabili? Smascherati i casi falsi

Bari, hanno ville e terreni ma chiedono la  casa al Comune

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Furbetti ma anche un po’ attori. Tanto da inscenare storie strazianti: le notti trascorse al gelo in auto, sistemazioni di fortuna da parenti e amici e l’impossibilità di acquistare anche un tozzo di pane. Immancabili nella trama, poi, altre figure del cast come la suocera disabile, il capofamiglia depresso o il bambino affetto da gravi patologie. Peccato che in realtà fosse solo una sceneggiata. Perché dietro questi racconti del dolore c’erano proprietari di appartamenti in città, come sulla Murgia e nel Salento (nella esclusiva Gallipoli), stipendi dignitosi e redditi Isee non proprio da fame, e di gran lunga superiori ai 3mila euro annuali. Ma per il Comune e gli assistenti sociali risultavano disperati e nullatenenti tanto da dover finire nella lista del comitato per l’emergenza casa, la task force che ci occupa delle famiglie rimaste per strada.

Alla fine, però, sono stati smascherati grazie alle confessioni e alle segnalazioni dei disperati veri, quelli che affollano i ricevimenti del martedì, per l’udienza con sindaco e assessori, o che stazionano stabilmente nell’androne di Palazzo di Città. Tanto da essere ormai di casa anche per gli stessi piantoni della polizia municipale. E proprio grazie a queste segnalazioni la pacchia per i furbetti è finita: via dalle liste del bisogno e niente alloggio comunale per tamponare l’emergenza. Il Comune scopre i finti poveri, le famiglie baresi che hanno dichiarato di essere finite per strada tanto da dover chiedere per necessità una mano alle istituzioni. Sono almeno quindici, sui primi 80 esaminati, i casi accertati grazie anche al lavoro istruttorio della polizia municipale tramite appostamenti, pedinamenti, incrocio dei dati e, perché no, anche grazie a qualche spulciatina sui profili Facebook dei finti disperati per scoprire con stupore le foto di vacanze, crociere, dimore estive e di feste e ricorrenze al ristorante.

«Queste persone rischiavano di avere un alloggio e di toglierlo a chi ne ha realmente bisogno. È una vergogna, non si gioca sulla pelle della povera gente, quella vera – tuona deciso il vice sindaco e assessore all’Erp, Vincenzo Brandi -. Anzi, invito tutti i cittadini in possesso di informazioni dettagliate a segnalarci analoghi casi, di finti disperati che sostengono di essere senza una casa. Adesso basta, la lotta ai furbi continuerà in maniera incessante».

Il comitato per l’emergenza casa ha in esame 220 pratiche e non si esclude che tra queste possano spuntare altre storie tarocche del dolore. Le stesse che in questi anni hanno consentito di liberare numerosi alloggi popolari, indebitamente occupati, e riassegnati poi alle famiglie iscritte da tempo nelle graduatorie comunali. Negli ultimi tempi il Comune ha infatti notificato 90 decadenze ad altrettanti nuclei familiari che non avevano più i requisiti per occupare l’alloggio; 35 invece le unità immobiliari liberate e assegnate a veri bisognosi. «Anche in questo caso – aggiunge Brandi – i controlli preliminari ci hanno permesso di evitare soprusi e di agire nel solco della legalità». Con buona pace dei commedianti.

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