Venerdì 19 Agosto 2022 | 01:08

In Puglia e Basilicata

l'inchiesta

Aqp, è tornata la Finanza
«Sul cloro analisi parziali»

Aqp, è tornata la Finanza  «Sul cloro analisi parziali»

L'accusa: «L'acqua è potabile, ma messa a rischio la salute pubblica»

14 Aprile 2016

Massimiliano Scagliarini

BARI - Fino a quando non è intervenuta la Finanza, Acquedotto Pugliese non avrebbe mai effettuato controlli sulla qualità del cloro che utilizza nel processo di potabilizzazione. Ne è convinta la Procura di Bari, che negli scorsi giorni ha nuovamente mandato gli uomini del Nucleo di polizia tributaria del Comando provinciale ad eseguire acquisizioni documentali nei principali impianti di potabilizzazione gestiti da Aqp, gli stessi dove a febbraio erano stati acquisiti campioni di acqua e di ipoclorito di sodio da sottoporre a verifica.

L’inchiesta è nata lo scorso anno dopo la denuncia di un fornitore su alcune gare d’appalto che sarebbero state truccate. Ma come spesso accade le verifiche hanno portato a scoprire un quadro ben più ampio: il cloro acquistato da Aqp attraverso quelle gare è risultato «non idoneo» per la potabilizzazione delle acque, in quanto destinato ad uso industriale. Il motivo è stato spiegato dai consulenti tecnici del pm Claudio Pinto, titolare delle indagini: secondo i professori Giovanni Tiravanti e Luca Lucentini, nei bandi di gara di Aqp non veniva richiesto il rispetto della norma Uni-En 901, ma solo di una scheda tecnica in cui mancava il riferimento ad una classe di composti chimici, i bromati, potenzialmente cancerogeni e dunque pericolosi per la salute umana.

Il punto è proprio questo. Il cloro «industriale» comprato da Aqp è più economico di quello destinato alla potabilizzazione. Acquedotto, sempre secondo i consulenti della Procura, avrebbe dunque dovuto quantomeno analizzarlo prima dell’uso. Una cautela che, pur prevista dai manuali operativi, a quanto pare non veniva seguita. La scorsa settimana i finanzieri sono tornati negli impianti per acquisire, tra l’altro, le tabelle riassuntive delle analisi effettuate negli ultimi due mesi. Ne emergerebbe una differenza rispetto ai documenti prelevati a febbraio, quando gli uomini delle Fiamme gialle hanno verificato che i cromatografi (gli apparecchi per le analisi), quando presenti, erano regolarmente lasciati spenti. Adesso, insomma, Aqp si sarebbe messa in regola, passando tra l’altro a rifornirsi di cloro da una diversa azienda che - pur fornendo sempre cloro industriale - possiede una colonna per l’abbattimento dei bromati.

L’inchiesta condotta dal pm Pinto conta 13 indagati, a vario titolo, per ipotesi che vanno dalla turbativa d’asta alla frode in pubbliche forniture fino ai reati (i più gravi) contro la salute pubblica. Nell’elenco ci sono l’ex amministratore unico di Aqp, Nicola Costantino (da 48 ore gli è subentrato Nicola De Sanctis), due dirigenti e i tecnici preposti agli impianti di potabilizzazione, oltre che l’amministratore della società barese vincitrice delle gare per il cloro ritenute truccate e un chimico dipendente della stessa società.

Le analisi dei campioni di acqua e di ipoclorito prelevati a febbraio sono in corso a Roma presso l’Istituto superiore di Sanità: Aqp ha nominato come proprio consulente il tossicologo Roberto Gagliano Candela. I risultati dei primi esami sull’acqua potabilizzata sarebero negativi, nel senso che l’acqua risulta conforme ai parametri di salubrità per uso umano, mentre quelli sul cloro stanno per essere ripetuti: sono emersi infatti risultati «fuori scala» che hanno fatto ipotizzare un malfunzionamento delle macchine anche agli stessi consulenti tecnici della Procura.

Aqp continua a ribadire la propria tranquillità: «Non c’è alcun pericolo, la nostra acqua è perfettamente potabile ed assolutamente sicura». L’azienda, che si è costituita nel procedimento con l’avvocato Gaetano Carrieri, si ritiene «parte offesa». Ma sulla mancanza delle analisi sul cloro utilizzato nella potabilizzazione il difensore è cauto: «Non sono in grado di esprimere alcuna valutazione in merito».

La questione dei mancati controlli è nodale perché i reati contro la salute pubblica si puniscono anche a titolo di colpa, per aver anche solo messo potenzialmente a rischio la salute della gente. Anche se le analisi sui campioni sequestrati daranno esito negativo, l’ipotesi che la Procura sarà chiamata a vagliare al termine degli accertamenti è proprio questa: la conferma della mancata effettuazione di analisi sui bromati potrebbe voler dire che Aqp non è stata brava, ma è stata soltanto baciata dalla fortuna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725