Spazio - Lanciato il Jules Verne, porterà rifornimenti alla Iss

KOUROU (Guyana Francese) - È una prima assoluta, la missione della navetta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) "Jules Verne", che sta volando in modo completamente autonomo verso la Stazione spaziale internazionale (Iss), alla quale si aggancerà il 3 aprile.
Il suo viaggio, guidato esclusivamente dal sofisticato «cervello» della navetta, o veicolo di trasferimento autonomo (Atv), durerà ben tre settimane perché in questa prima missione dimostrativa dovranno essere eseguiti numerosi test volti a garantire la sicurezza della manovra. Per dieci giorni l'Atv sarà in orbita, quindi si allontanerà dalla stazione orbitale fino a 2.000 chilometri in modo da non interferire con l'arrivo dello shuttle "Endeavour", il cui lancio è previsto l'11 marzo e che due giorni più tardi raggiungerà la Iss per agganciarvi il laboratorio giapponese Kibo, in una missione che durerà due settimane.
Il 29 marzo sarà la volta di uno dei test principali, la simulazione di una manovra di allontanamento di emergenza dalla stazione spaziale eseguita alla distanza di 3,5 chilometri. Il giorno successivo sarà la volta di una seconda simulazione, alla distanza di soli 11 metri dal punto di attracco dell'Atv con il modulo russo della Iss, Zvezda. Il 3 aprile sarà il vero banco di prova della missione: l'Atv si aggancerà alla stazione orbitale guidata dai suoi complessi sistemi in grado di calcolare distanza, orientamento e direzione, orientandosi con un gioco di fasci laser. Completata la manovra, l'Atv diventerà parte integrante della Iss per sei mesi, rifornendola di viveri, aria, acqua e propellente, aiutandola a ritrovare la giusta posizione orbitale e liberandola dalla spazzatura, che porterà con sé quando tornerà verso Terra, bruciando al rientro nell'atmosfera.
Per tutte queste caratteristiche, il direttore generale dell'Esa Jean Jacques Dordain considera l'Atv una «porta verso il futuro». Rappresenta infatti, ha detto, «una nuova tecnologia», realizzata dal gruppo di aziende europee guidata dalla Eads Astrium e con la Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica) come principale fornitore. Dordain non esclude che lo sviluppo della tecnologia alla base dell'Atv possa portare l'Europa ad affrontare in modo autonomo sia missioni con uomini a bordo, sia l'esplorazione planetaria anche se, ha precisato, «c'è ancora tantissima strada da fare prima che l'Europa possa avere una piena autonomia». Tuttavia «avere a disposizione una capsula in grado di rientrare è un'ipotesi su cui si potrebbe lavorare». L'idea potrebbe essere discussa nella riunione ministeriale dell'Esa del prossimo novembre. «Ma - ha aggiunto - delle proposte da fare se ne discuterà nei prossimi sei mesi tra gli Stati membri dell'Esa». La priorità, secondo Dordain, è comunque lo sviluppo scientifico e tecnologico. Per il responsabile del direttorato dell'Esa per il volo umano e l'esplorazione, Daniel Sacotte, utilizzare l'Atv per missioni con astronauti a bordo potrebbe richiedere almeno dieci anni. È infatti necessario modificare sia l'Atv sia il lanciatore Ariane 5. Ma intanto si immaginano già scenari legati all'evoluzione tecnica dell'Atv, da cargo in grado di rientrare a veicolo capace di trasportare equipaggi, da laboratorio orbitale a una mini stazione spaziale ottenuta agganciando più moduli come i vagoni di un treno, e infine come veicolo per trasportare materiali e rifornimenti per le missioni su Luna e Marte.
Enrica Battifoglia
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