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la lettera

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«Basta con i diserbanti»

Da Matera alle istituzioni regionali e locali della Regione è partito un invito ad aderire alla Campagna “StopGlisofato in Basilicata”

diserbanti in agricoltura

di FILIPPO MELE

MATERA - L’agricoltura, settore primario, non può soccombere all’uso sbagliato della chimica. Da Matera alle istituzioni regionali e locali della Regione è partito un invito ad aderire alla Campagna “StopGlisofato in Basilicata”. Lo ha inviato il promotore del Tavolo lucano con le numerose associazioni agricole/ambientali aderenti all’iniziativa riunitosi il 27 febbraio scorso nella città Capitale europea della cultura 2019, Michele Monetta, presidente della Upbio (Unione produttori biologici e biodinamici).
La nota è stata inoltrata a Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata; a Luca Braia, assessore regionale alle politiche Agricole; ad Aldo Berlinguer, assessore regionale all’Ambiente; a Flavia Franconi, assessore alle Politiche per la persona; e per conoscenza ai tutti i sindaci lucani.

Nel testo è riportato: «L’obiettivo della prima riunione del Tavolo delle associazioni agricolo/ambientali di Basilicata è stato quello di iniziare, anche a livello locale, un percorso d’informazione pubblica per indurre gli utilizzatori a ridurre o, meglio, eliminare, l’impiego del Glifosato e degli altri disseccanti. Numerose Associazioni ambientaliste e Produttori biologici nazionali, hanno già richiesto di applicare il principio di precauzione per proteggere la salute dei cittadini. Così, a prescindere dall’esito delle votazioni a livello europeo in merito, il Tavolo ha ritenuto di richiedere alla Giunta regionale di non finanziare con il Piano regionale di sviluppo (Psr) Misure Agro-Clima-Ambientali forme di agricoltura che prevedano l’acquisto dei disseccanti, contrariamente a quanto previsto nei Psr di altre Regioni come il Molise, nonché di vietarne l’uso in ambienti extra agricoli come deliberato dalla Regione Toscana».

Nella nota è stato spiegato il perché della iniziativa: “A prescindere dalla cancerogenicità, degli effetti ormonosimili o dell’influenza sull’incremento della celiachia nell’uomo ed al Principio di precauzione, a cui i sindaci e governanti prudenzialmente si dovrebbero attenere in assenza di un consenso scientifico univoco sulla pericolosità per la salute umana, il Glifosato (come tutti gli altri disseccanti) impatta su tutti gli essere viventi che contribuiscono alla produzione agricola e contribuiscono a mantenere vivibile il pianeta. Che fine fanno i microorganismi che popolano la rizosfera delle piante, il suolo e l’acqua? E la sostanza organica, soprattutto nei suoli in pendenza o soggetti ad erosione? Ed il paesaggio agrario? Bordi di strade rurali ed urbane, scoline e cunette, campagne che in primavera dovrebbero essere un rigoglio di fiori, colori e profumi a rappresentare l’immagine della Basilicata si trasformano in uno squallido deserto arancione di piante secche. I produttori biologici da sempre sostengono che la flora spontanea, se opportunamente orientata, può rendere produttivo qualunque campo. E le recenti evidenze scientifiche degli enti di ricerca che studiano il metodo biologico lo confermano».

Alla Campagna StopGlifosato Basilicata hanno aderito, sinora, oltre a molte a livello nazionale, le seguenti associazioni locali: NoScorie international; Associazione intercomunale Lucania; Salviamo il paesaggio; Mediterraneo no triv; Arca lucana per la legalità; Noscorie Trisaia; Cittadinanzattiva; Ciaci (Centro Incontro Azione Culturale); Cova Contro; Casa dell’agricoltura; Ass. culturale Giuseppe Camillo Giordano.

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