Giovedì 17 Gennaio 2019 | 13:02

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Riordino reparti fermo
fino all'ok del ministero

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Riordino reparti fermo  fino all'ok del ministero

BARI - Il piano di riordino ospedaliero non verrà materialmente applicato fino a quando non ci sarà l’approvazione definitiva. Fino a quando, insomma, i ministeri della Salute e dell’Economia non giudicheranno congrue le misure previste dalla Regione, non ci saranno né tagli di reparti né chiusure di ospedali. La convocazione romana dovrebbe essere per il 30 marzo: ed entro quel giorno, il capo del dipartimento Salute, Giovanni Gorgoni, ha chiesto a tutte le Asl di compilare una scheda con tutte le situazioni meritevoli di riesame.

La Regione conferma dunque che il piano potrà essere modificato per tenere conto delle indicazioni del territorio. Pare ad esempio certo che verrà rivista la distribuzione dei posti di Psichiatria nel Barese, con il salvataggio del reparto di Triggiano: la Asl Bari ha fatto infatti presente che con la nuova organizzazione non sarebbe materialmente possibile garantire l’effettuazione dei Trattamenti sanitari obbligatori. Stesso discorso per la rete delle emodinamiche: dovrebbe essere scongiurata la chiusura del servizio a San Severo, che nel 2015 ha effettivamente raggiunto il volume minimo di angioplastiche richiesto dal Decreto ministeriale 70. Non ci dovrebbero invece essere interventi sulla distribuzione delle neonatologie, perché i posti letto previsti eccedono già il tetto ministeriale.

La linea del presidente Michele Emiliano è del resto chiara: il piano di riordino non è immodificabile, e le scelte devono essere effettuate per migliorare il servizio e non per creare disagi. Ecco perché l’assessorato mostra fair-play anche rispetto all’ipotesi di eventuali ricorsi al Tar presentati dai Comuni, una strada che in passato non ha mai portato alcun risultato (i ricorsi sono sempre stati respinti perché la Regione, in buona sostanza, ha la massima autonomia sulla programmazione della rete). «Valuteremo tutte le proposte e le segnalazioni - dice però Gorgoni - e, se dai ricorsi emergeranno situazioni degne di nota, le accoglieremo nello spirito di migliorare il piano di riordino».

Come ormai noto il piano prevede la riconversione di 8 ospedali: due a Bari (Triggiano e Terlizzi), due nella Bat (Canosa e Trani), uno a Taranto (Grottaglie) e tre a Brindisi (S. Pietro Vernotico, Mesagne e Fasano). La rete dei reparti è stata tarata su 13mila posti letto, 1.700 in meno rispetto al valore massimo teorico. I tagli più dolorosi colpiscono i reparti di ostetricia (Putignano, Corato, Galatina e Casarano, più Bisceglie e Copertino nel medio periodo), ma dalla revisione della classificazione degli ospedali discendono spostamenti e accorpamenti di unità operative.

Domani, intanto, cominciano le audizioni del Consiglio regionale sul piano, ultimo atto politico prima dell’approvazione definitiva che potrebbe richiedere circa un mese. Da registrare le perplessità emerse ieri dall’assemblea regionale dell’Anci (i rappresentanti dei Comuni). «Il piano - secondo il presidente Luigi Perrone - presenta delle criticità. Chiediamo alla Regione di aprire un confronto su alcuni punti che riteniamo fondamentali per rassicurare le comunità rispetto alla tutela del diritto alla salute e per migliorare e razionalizzare il nostro sistema sanitario».

m.scagl.

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