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proteste degli studenti

Politecnico di Bari, il giallo
sul corso di laurea cancellato

Ingegneria edile e architettura addio. Il Senato Accademico dell’Università di Bari ha deciso di disattivare il corso

Politecnico di Bari, il giallo  sul corso di laurea cancellato

di ALESSANDRA MONTEMURRO

BARI - Ingegneria edile e architettura addio. Il Senato Accademico dell’Università di Bari ha deciso di disattivare il corso. Inaugurato nel 2002, il corso quinquennale conta oggi nel complesso 725 studenti e segna un calo nelle immatricolazioni (come da trend nazionale) passate dalle 82 nel 2013/2014 alle 46 nell’anno in corso, a fronte dei 150 posti annualmente disponibili. Ma torniamo alla chiusura. La decisione, presa a maggioranza, ha registrato il voto favorevole del rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio, e del direttore del dipartimento, Giorgio Rocco, con gli unici voti contrari della componente studentesca e l’astensione del prof. Piccioni, docente del dipartimento del corso. Ratificata dal Cda, la decisione è arrivata come una doccia fredda sulle teste di studenti e associazioni studentesche che hanno immediatamente levato il loro coro di protesta. Stessa cosa anche per il prof. Stefanizzi, coordinatore del corso, che ha appreso la notizia dagli studenti rassegnando subito le dimissioni, senza nascondere la propria amarezza non solo per la decisione presa, ma anche per le modalità e per la mancanza di rispetto subita. Non si sono fatte attendere le reazioni, anche dall’esterno. Forte quella dei sei ordini degli ingegneri regionali hanno convocato per mercoledì prossimo una consulta regionale con la partecipazione dell’ordine nazionale per provare a evitare che il territorio pugliese (ma anche lucano e calabrese) resti sguarnito di un corso di laurea «non sostituibile dai singoli corsi di ingegneria edile e architettura».

«Troppo comodo dire che non ci sono studenti o soldi - tuona l’ing. De Fabrizio, presidente dell’ordine di Lecce -. A gennaio il corso era nella programmazione. Adesso viene cancellato. Da cosa nasce questa scelta? Nei giorni scorsi si era addirittura parlato di unire i corsi in tutta la regione, ma con quali presupposti parte questa idea? Con un gruppo di ordinari che fa fuori un corso di laurea per un fatto di beghe e dispetti interni a danno di un intero territorio e di una professionalità altamente richiesta anche all’estero?»

Gli fa eco il presidente dell’ordine barese, Domenico Perrini: «Quello disattivato era l’unico percorso quinquennale rimasto che formava i migliori laureati. La scelta di chiuderlo proprio quando anche a livello nazionale si ragiona sull’opportunità di tornare al ciclo unico quinquennale è disarmante».

«Abbiamo preso questa decisione per garantire ai nostri iscritti una preparazione di qualità ed efficientare l’offerta didattica che con la permanenza del corso di Architettura e quello di Ingegneria edile resta sostanzialmente invariata - è la risposta del Rettore Di Sciascio -. E naturalmente gli studenti iscritti saranno salvaguardati».

Unanime la risposta delle associazioni studentesche. Link, Studenti indipendenti e Azione Universitaria condannano tutte la chiusura del corso e, oltre a chiedere chiarezza e trasparenza sulla decisione, promettono battaglia. Si comincia lunedì 14 alle 13.30 con un’assemblea degli studenti di fronte al dipartimento di Architettura. Lì si deciderà qual è la strada da percorrere per spingere verso un dietrofront rispetto alla disattivazione del corso.

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