Arabia Saudita - Via il rosso «impuro» per San Valentino
ROMA - Poteva mancare l'Arabia saudita nel novero dei paesi all'attacco contro la tradizionale festa degli innamorati di San Valentino? Dopo gli indù e al Qaida, anche la polizia religiosa del Regno wahabita ha lanciato il suo anatema sull'apparentemente innocua usanza di donare rose rosse il 14 febbraio. Lo scrive oggi la Saudi Gazette.
A quanto pare, più che per il fiore, la polizia religiosa «vede rosso» per l'omonimo, peccaminoso colore. L'ordine ai commercianti è stato chiaro: «Rimuovete dalle vetrine tutti i fiori, i pupazzetti e le cianfrusaglie di colore rosso». Al bando i cuoricini e tutto ciò che può essere visto come «simbolo dell'amore», continua il proclama.
Nel paese che teorizza e pratica una severa e totale separazione fra i sessi, le autorità ritengono da sempre che la festa di San Valentino, così estranea alle tradizioni islamiche, crei una pericolosa e inopportuna promiscuità. Abbastanza, insomma, per metterla al bando.