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Caso Anas, «dama nera» parlava su Maglie-Leuca «Quel progetto una vergogna»

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IVAN CIMARRUSTI
BARI - «Quella è la prossima bomba che arriva, è Santa Maria di Leuca». L’intercettata è la «Dama nera» di Anas, Antonella Accroglianò. All’indomani del crollo del viadotto di Scorciavacche in Sicilia, la grande «manovratrice» dell’Ufficio coordinamento tecnico dell’ente discute dell’appalto per l’ammodernamento della Statale 275 Maglie-Leuca. Teme che in Salento avvenga lo stesso, perché secondo lei quei lavori sono «la vergogna delle vergogne».

Il particolare è riportato negli atti della Procura della Repubblica di Roma, che indaga sull’esistenza di una presunta associazione per delinquere radicata in Anas, che avrebbe intascato tangenti dietro atti di favore a imprenditori. Un’indagine che ha già portato all’arresto di dieci persone, tra le quali l’ex sottosegretario Luigi Meduri e che, però, potrebbe fornire un nuovo spunto investigativo al procuratore di Lecce, Cataldo Motta, che ha un’indagine esplosiva proprio sulla Statale 275. Perché nel registro degli indagati dell’ufficio requirente del capoluogo salentino, sono stati scritti i nomi – assieme a quello dell’ex presidente di Anas Pietro Ciucci - degli alti funzionari di Anas Puglia Giancinto Mazzucca e Claudio De Lorenzo, del commissario straordinario pro-tempore del Consorzio Sisri Antonio Salvatore Sansò e della legale rappresentante del Consorzio Prosal Rosa Palma. Per tutti l’accusa è di concorso in truffa aggravata.

Un’indagine delicata che nasce dagli accertamenti investigativi del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Roma, che nei mesi scorsi ha depositato alla Procura della capitale una complessa informativa che ha fatto luce su sospetti illeciti dietro l’affidamento dell’appalto della statale 275, concesso a trattativa privata. Stando al capo d’imputazione preliminare, come formulato dal sostituto procuratore capitolino Alberto Galanti, gli indagati, in concorso tra loro, avrebbero organizzato «l’affidamento diretto» dell’appalto, aggirando la gara a evidenza pubblica. In particolare, è annotato nel documento, «mediante accredito delle somme relative ad attività di progettazione dei lavori di ammodernamento della statale 275 Maglie-Leuca, somma accreditata da Nas al Consorzio Sisri sul conto corrente postale n. 1102083, acceso presso la Banca Popolare Pugliese, filiale di Lecce, e da questo parzialmente girato al consorzio Prosal, subappaltatore, somme frutto di un artificioso ricorso ad affidamento a trattativa privata e successivo subappalto in violazione delle vigenti normative relative agli affidamenti di appalti pubblici di servizi e opere pubbliche». Reato che, stando all’impostazione accusatoria, sarebbe stato commesso a Lecce «fino al 15 aprile 2011», con un accredito «dell’ultima tranche pari a 2 milioni 319mila 930 euro».

Questa indagine, dunque, ora potrebbe arricchirsi di nuovo materiale probatorio. Si tratta degli atti dell’indagine romana «Dama nera», al cui interno c’è tutto un capitolo (in parte coperto da omissis) dedicato proprio al «Corridoio plurimodale Adriatico: ammodernamento della ss 275 nella tratta Maglie-Santa Maria di Leuca».

L’8 gennaio scorso la Accroglianò discute con Giovanni Parlato, dipendente di Anas, sospettato di essere asservito alla presunta organizzazione criminale capeggiata dalla donna. Discutono «sugli sviluppi della vicenda relativa al crollo del viadotto Scrocchiavalle su presunte inadempienze in fase di collaudo da parte dei responsabili dell’Anas spa». Sul «finire del dialogo – è riassunto dagli investigatori negli atti – i due fanno riferimento a un’altra problematica relativa all’esecuzione di lavori a Santa Maria di Leuca. Accroglianò afferma che in mattinata sarebbe passato «il cavaliere» e tale Vito per «vedere bene pure quel discorso di Santa Maria di Leuca». A tale notizia – è scritto – Parlato si lamenta: «Non hanno poi deciso niente?...No? E va bé…anche lì fanno passare tutto sto tempo», riferendosi a sospette problematiche relative ai collaudi. Così, Accroglianò manifesta i suoi timori: «Ora pure lì succede qualche cosa…tu vedrai eh! Quella è la prossima bomba che arriva…è Santa Maria di Leuca. È la vergogna delle vergogne».

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