Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 13:22

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Fiera, sindaci salentini contro De Vincenti su Tap «Giusto l'Alta velocità a Lecce»

Fiera, sindaci salentini contro De Vincenti su Tap  «Giusto l'Alta velocità a Lecce»
BARI - Il governo riafferma il progetto del gasdotto del Salento, e all’inaugurazione della Fiera del Levante, si consuma la rottura con il governo regionale e ancor più con un alcuni sindaci dei paesi salentini che abbandonano la sala.Assente Renzi (impegnato a rappresentare il Paese alla finalissima di tennis tra le pugliesi Vinci e Pennetta) tocca al sottosegretario Claudio De Vincenti distribuire la «medicina amara» dell’esecutivo che sulla Tap non intende fare un passo indietro.

Difficile giornata quella del sottosegretario, tecnico esperto e apprezzato, come ha ricordato Emiliano: dover sostituire Renzi («trovo ridicole le polemiche sulla sua assenza perché a New York c’è l’orgoglio della Puglia e dell’Italia ») e poi confermare la linea dura del governo su alcune questioni - tra cui gasdotto e trivelle - sulle quali non sembra esserci sintonia con parte della comunità e della politica pugliese.

GASDOTTO La Puglia - afferma - può svolgere un ruolo importante sulla produzione energetica: «Il presidente Emiliano sa che sulla Tap non la pensiamo allo stesso modo. La Tap è un’opera strategica per l’Italia e l’Europa. È un punto fondamentale per la sicurezza energetica italiana ed europea». E, chiamando in causa Michele, dice che «anch’io mi commuovo a sentire l’inno italiano, ma all’emozione vanno fatte seguire le opere che vanno fatte. La Tap ha un impatto ambientale minimo e dal punto di vista paesaggistico non cambierà nulla. Anzi è l’occasione per sviluppare le attività del territorio». Parole dure che suscitano mormori in sala e il gesto di alcuni dei sindaci salentini che si allontanano in segno di protesta». Salutati dagli applausi.

De Vincenti non fa una piega. E ricorda un altro punto di differenziazione rispetto alla Regione Puglia: l’utilizzo delle risorse naturali, in materia energetica. Cioè le trivellazione nei mari pugliesi.

Il MEZZOGIORNO «Senza la ripresa del Sud - dice - non c’è la ripresa d’Italia». Ricorda i segnali di ripresa: il Pil in crescita dello 0,6% nel 2015 e («siamo all’obiettivo stabilito dello 0,7%»); la produzione industriale (più 2,7/% su base annua); i consumi (più 2,1%).

Quindi anche nel «Sud ci sono segnali importanti che vanno consolidati»: export, occupazione. Il Sud non è un «deserto», «ma potrebbe fare di più». Come si rimonta lo svantaggio?

NON SOLO TURISMO «Il Sud ha una serie di opportunità da sviluppare: industria, agro-alimentare, logista (cita Taranto), servizi, cultura. Punti di eccellenza che - sottolinea - devono diventare «diffusori di imprenditorialità che trascinano tutto il tessuto nazionale».

FONDI UE Al 31 dicembre 2011, uso dei fondi era del 15%. Ad aprile si è toccata quota 77%, con l’obiettivo di giungere al 100% a fine anno. Ricorda, poi, la risoluzione di alcune crisi aziendali (ultima per il porto di Taranto).

INFRASTRUTTURE Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio sottolinea i passi in avanti per l’alta velocità sulla linea adriatica, sul tratto Termoli-Lesina. Su Frecciarossa dice di capire la posizione di Trenitalia («è una società che sta sul mercato»), ma «occorre avviare un dialogo con Regione e enti locali interessati affinché Trenitalia possa arrivare fino a Lecce. È giusto rivendicare che l’alta velocità arrivi fino nel Salento».

ALTRI PROGETTI Poi, sottolinea che il governo punta su: logistica (Bari, Taranto, Gioia Tauro), Pon cultura, turismo, sui programmi dei fondi strutturali, fondi sviluppo e coesione, banda ultra-larga, accordi di programmi, risanamento industriale e ambientale di Taranto. E conclude: «Non sono venuto qui a portare promesse, sto portando fatti. E nella legge di stabilità vogliamo sbloccare i cofinanziamento fuori dal patto di stabilità». E sottolinea le decisione del governo in materie fiscale. E invita gli imprenditori a fare la loro parte. Infine lancia un’ultima bacchettata contro coloro che fanno «ricorsi contro lo Sblocca-Italia».

Invece, «stiamo sbloccando i cantieri della Napoli-Bari, una rete fondamentale per avere collegamenti con il resto del Paese, sia nell’arco adriatico sia nell’arco tirrenico». E per accelerare questi processi «abbiamo proposto alle otto regioni meridionali e alle aree metropolitane di costruire i patti del Sud».

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