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Renzi in visita alla Fca Melfi incontra i 1.500 novi assunti  Ci saranno Marchionne ed Elkann

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TORINO – L'idillio tra il premier Matteo Renzi e Sergio Marchionne va avanti da più di un anno e l'incontro di domani a Melfi (arrivo alle 9.30) è una conferma del feeling che li unisce. La visita del presidente del Consiglio alla fabbrica lucana di Fiat Chrysler Automobiles, dove si producono i modelli Renegade e 500X e dove sono entrati da poco 1.500 nuovi dipendenti, è un altro tassello. Renzi vuole "vedere in faccia i nuovi assunti" di Melfi, perchè quelle assunzioni sono un pò il suggello degli effetti positivi delle reciproche scelte.

Una sintonia che ha già portato il presidente del Consiglio a spingersi il 26 settembre scorso fino alla sede Chrysler di Detroit e che emerge nelle frequenti dichiarazioni di stima e di incoraggiamento. E forse non è un caso che il premier incontri John Elkann e Sergio Marchionne proprio nel giorno in cui all’Expo di Milano si tiene l’assemblea di Confindustria, quasi una scelta di campo.

C'è una sorta di gioco di sponda tra Renzi e Marchionne che si ritrova come ultimo atto nella comune aspirazione al sindacato unico. Idea emersa proprio in Fiat Chrysler Automobiles e poi rilanciata dal presidente del Consiglio, dietro la quale c'è la comune insofferenza verso una ritualità spesso improduttiva e la ricerca di una strada diversa. Un percorso in cui rientra anche il nuovo sistema contrattuale varato dal gruppo guidato da Elkann e Marchionne e non è escluso che faccia presto capolino un altro tema emerso in Fca con la nascita del 'consiglio dei delegati di fabbricà al quale i sindacati cederanno il potere di proclamare scioperi aziendali d’ora in poi decisi a maggioranza.

L'amministratore delegato di Fca, che ha elogiato in questi mesi le misure varate dal governo Renzi a partire dal Jobs Act e dalla nuova tassazione sulle imprese, ha sottolineato più volte il coraggio del premier e ha invitato a lasciarlo lavorare. Il presidente del Consiglio ha risposto dicendo di essere "gasatissimo" dei progetti di Marchionne in occasione di una visita allo stabilimento di Mirafiori. "Cosa abbiamo in comune io e Renzi? E’ uno che non ha paura. Tutti e due vogliamo andare avanti senza farci intimidire", ha detto qualche tempo fa l'amministratore delegato di Fca ricordando di essere stato come il premier "bersaglio di critiche, ma di essersene fregato".

Delusi i sindacati. Per Fim-Cisl, Uilm-Uil e Ugl Metalmeccanici, infatti, il presidente del Consiglio avrebbe dovuto prendere in considerazione anche le organizzazioni di categoria «che hanno contribuito al rilancio dello stabilimento siglando accordi e lavorando sul territorio». Di parere opposto la Fismic, che preferisce «guardare alla sostanza più che agli inviti formali».  (nella foto la visita di Renzi a Potenza nel 2012)

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