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di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - Undici milioni di fondi europei. Un milione e tre prelevato dal fondo di riserva. Un altro milione e ottocentomila euro di contributi ordinari, stanziati ma non ancora distribuiti. Il totale fa poco meno di 15 milioni di euro: 14,5 milioni, per l’esattezza, che negli ultimi quattro mesi la Regione ha riversato sul sistema della cultura e del turismo. Cioè, soprattutto, sulle agenzie Apulia Film Commission e Pugliapromozione. Sono i soldi destinati al sostegno di un comparto che, negli ultimi 10 anni, ha creato molto, speso molto e molto ha fatto discutere.
E ora, con i progetti europei in via di conclusione ed i fondi ormai tutti impegnati, un blitz della giunta regionale ha messo le mani nelle tasche dei cittadini: la settimana scorsa, su proposta dell’assessore Silvia Godelli, la Regione ha prelevato 800mila euro dal fondo di riserva per le spese impreviste (e azzerato altri 4 capitoli) per trasferire altri 1.050.000 euro alla Film Commission. Motivo? Garantire la prosecuzione del progetto D’Autore, quello che finanzia le sale in cui si proiettano film di qualità. Un progetto europeo concluso il 30 aprile, che in tre anni ha già assorbito 3,1 milioni di euro.

Una settimana prima, sempre su proposta della Godelli, la giunta aveva prelevato altri 350mila euro destinandoli a Pugliapromozione «al fine di evitare l’interruzione delle attività di promozione e di comunicazione turistica per il secondo semestre 2015 ed inizio 2016». Il fatto è che non c’è alcun nuovo bando per D’Autore. Solo un pezzo di carta su carta intestata della giunta regionale. Che, ad oggi, serve solo a garantire la prosecuzione dei contratti a termine.
E i soldi per D’Autore? Bisogna capire se esiste un dirigente disposto a rischiare la pensione per mettere la firma sotto un trasferimento di fondi che di urgente ed imprevisto (la fine del progetto D’Autore era stata fissata già nel 2012...) ha abbastanza poco.

Ma, intanto, il prossimo presidente della Regione si ritroverà le politiche culturali già impostate fino a tutto il 2016. «Tutt’altro - obietta il capo di gabinetto della Regione, Antonella Bisceglia -: lasciamo al prossimo governo regionale la possibilità di decidere se proseguire o se fare altre scelte quando partirà la nuova programmazione europea. Se non si fosse garantita la prosecuzione dei progetti in corso, chi arriva avrebbe trovato il deserto».

Nessun imbarazzo nell’utilizzare fondi del bilancio autonomo, cioè le tasse dei cittadini? «Quei soldi - spiega Bisceglia - sono una anticipazione, che può essere considerata come la quota di cofinanziamento regionale dei fondi europei». Eppure l’elenco dei trasferimenti effettuati da gennaio ad aprile con i fondi europei è già impressionante di per sé. A dicembre, la giunta regionale aveva rimodulato i fondi Fesr dell’Accordo quadro per i beni e le attività culturali.

Per la cultura, l’operazione è stata chirurgica: sono stati eliminati i fondi per l’adeguamento alle norme di sicurezza di cinema e teatri, ed i risparmi sono stati spalmati su tutte le attività «immateriali», dove la valutazione dei progetti è più discrezionale. Ed ecco dunque 1,4 milioni per l’Apulia Film Fund, 1,5 milioni per la «valorizzazione delle eccellenze della rete dei festival»: «potenziare e valorizzare le eccellenze territoriali di offerta di spettacolo dal vivo, anche in chiave di promozione turistica del patrimonio storico, architettonico e paesaggistico regionale».
E ancora 1.512.000 a Pugliapromozione per il «potenziamento della fruizione delle ricchezze territoriali e all’incremento dell’attrattività della Puglia, anche in relazione ai target di visitatori turistici, alla diversificazione dei prodotti turistici regionali ed all’allargamento della stagione turistica». Poi: 450.000 per cineporti di Puglia, 1.600.000 euro per due anni di Puglia Sounds Live, 2.830.000 euro per due anni di Puglia Sounds - Focus internazionali, 1.200.000 euro per l’inter nazionalizzazione dellla ricerca teatrale e coreutica.

E tutto questo senza voler considerare ad esempio i soldi per il Bifest (un milione: tutti gli affidamenti sono stati effettuati a trattativa diretta) o per il Medimex (450mila euro), che erano stati stanziati a fine 2014.
Detto per inciso, la Film Commission costa alla Regione (cioè a tutti noi) 1 milione di euro l’anno in spese di funzionamento, 630mila euro il Tpp, 3.800.000 euro PugliaPromozione che però ha assorbito le ex Agenzie del turismo. E, sempre per inciso, la Regione eroga ogni anno altri 1,8 milioni di euro di contributi agli organizzatori tramite il cosiddetto Fusr, il Fondo unico dello spettacolo regionale: siamo a maggio, quindici giorni prima delle elezioni, l’elenco dei beneficiari dei contributi è noto ma non ci sono ancora le cifre, che negli scorsi anni venivano stabilite in aprile.

Ma è interessante guardare un po’ più in profondita. Nell’elenco dei beneficiari dei contributi ufficiali, quelli del Fusr, dove ci sono festival, rassegne, spettacoli teatrali, stagioni concertistiche, tutte voci già ampiamente coperte tramite le agenzie con i fondi europei, ci sono anche i cinema, molti dei quali sono gli stessi che ricevono i contributi del progetto D’Autore. E da almeno tre anni nell’elenco del Fusr figura la sala di Carmelo Grassi, brindisino, presidente del Teatro Pubblico Pugliese nonché dell’Agis, l’associazione degli imprenditori dello spettacolo. Sempre Grassi nel 2014 ha incassato, tramite Apulia Film Commission, 40mila euro di contributi D’Autore per la sua sala cinematografica. Nessuno ha mai ritenuto che Grassi sia in conflitto di interesse: con gli occhi controlla, con una mano prende, con un’altra distribuisce. Tanto che 20 giorni prima di andar via, la giunta ha deciso di utilizzare i soldi delle tasse dei cittadini per non far inceppare questo meccanismo.

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