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emergenza xylella

De Castro: «Stop a controlli?
spero sia una notizia falsa»

Un’ondata di reazioni all’indiscrezione pubblicata dalla Gazzetta circa lo stop ai controlli sugli ulivi che l’Osservatorio fitopatologico della Regione Puglia avrebbe attuato

ulivo secco, xylella

Un’ondata di reazioni all’indiscrezione pubblicata ieri dalla Gazzetta circa lo stop ai controlli sugli ulivi che l’Osservatorio fitopatologico della Regione Puglia avrebbe attuato - secondo fonti ritenute molto attendibili - nell’ambito della lotta alla Xylella Fastidiosa, batteriosi che sta devastando numerosi alberi in una vasta area del Salento. È piena emergenza.
Lapidario il commento del coordinatore della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, il brindisino Paolo De Castro (Pd), ex ministro delle Politiche agricole): «Mi auguro che la notizia pubblicata dalla Gazzetta circa lo stop che sarebbe stato deciso dall’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia circa i controlli sugli ulivi non sia vera».

Dura la reazione della Coldiretti di Puglia: «L’incontro interlocutorio tra il ministro Martina ed il procuratore Motta ha certamente fatto chiarezza sulla gestione passata dell’emergenza Xylella fastidiosa, ma deve servire a ripartire con maggiore determinazione e incisività, perché gli effetti della malattia si allargano a macchia d’olio e non è tenendo la testa sotto la sabbia che il problema si risolve, mentre viene paventata l’introduzione da parte della Commissione europea di altre specie ospiti nella lunga lista di piante che non è più possibile coltivare in Salento»,afferma il presidente della confederazione, Gianni Cantele.

«Auspichiamo - aggiunge - che le istituzioni, anche quelle scientifiche, a tutti i livelli sostengano e promuovano azioni utili e concrete. Già un anno fa abbiamo indicato strade alternative all’abbattimento, quali lo spostamento degli ulivi – se è ipotizzabile per la realizzazione della Tap, ci chiediamo perché mai non pensare a salvarli dall’espianto anti-Xylella – e l’utilizzo di barriere meccaniche, quali fasce collanti tessuto non tessuto, reti anti – insetto e di barriere fisiche su polloni o piante adulte, oltre a supportare la ricerca per individuare indubitabilmente le varietà resistenti».

La Coldiretti chiede un pressing sull’emergenza che «per la gravità ed il rischio di diffusione non è certamente un problema esclusivo del Salento».

Intanto, la percentuale di erosione della capacità produttiva olivicolo – olearia in provincia di Lecce in un anno – ricorda Coldiretti Puglia - è passata dal 3% all’8% a causa della Xylella fastidiosa che, facendo seccare gli alberi, ha di fatto azzerato la produzione degli oliveti ricadenti nell’area colpita del Sud Salento. «Abbiamo l’urgenza di comprendere le future strategie che saranno assunte, al fine di non aggravare lo stato di salute degli attori economici del territorio che da 3 anni subiscono danni incalcolabili. Confermiamo la necessità di un incontro urgente con il governatore Emiliano – aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perché quanto sta accadendo nelle ultime ore circa la contestata opportunità dei provvedimenti finora adottati per arginare la diffusione del patogeno da quarantena Xylella fastidiosa e l’operato stesso di istituzioni e scienziati impongono un chiarimento sia sul piano istituzionale che scientifico e posizioni chiare ed inequivocabili. Ricordiamo che gli imprenditori olivicoli pugliesi, cooperative e vivaisti - conclude - sono i veri e unici danneggiati fino a questo momento dall’avanzata del patogeno e solo il mondo agricolo finora ha cercato in solitudine di contenere la malattia, attraverso buone pratiche agronomiche e trattamenti ammessi anche per il biologico».

Per Tommaso Battista, presidente della Copagri di Puglia, «La notizia pubblicata dalla Gazzetta – se confermata – è molto grave e gli eventuali responsabili devono dare conto di quanto fatto e non fatto. Ciò non fa che aumentare la nostra preoccupazione perché Bruxelles sarebbe ancora di più incitata ad applicare la procedura di infrazione. È chiaro che questo susseguirsi di notizie confondono sempre di più i nostri agricoltori i quali, di conseguenza, hanno il timore di segnalare eventuali disseccamenti singoli che in una situazione normale e non di emergenza non creerebbe allarme o titoli a nove colonne. Credo che l’assessorato regionale debba investire in informazione e promozione a tutto campo e in varie forme per raggiungere tutte le fasce di consumatori, non solo in Italia ma soprattutto all’estero con lo scopo di far comprendere la qualità eccezionale del nostro olio e del suo valore dietetico».

Per Raffaele Carrabba, presidente della Cia di Puglia: «Il batterio Xylella fastidiosa, lo ribadiamo ancora una volta, non aspetta i tempi della giustizia. I nostri agricoltori sono confusi e seriamente preoccupati del futuro, ed hanno bisogno di indicazioni certe per scongiurare il pericolo che la Xylella fastidiosa si propaghi al resto della Puglia, compromettendo seriamente non solo l’economia agricola ma anche quella turistica della intera regione. Noi chiediamo alla Regione Puglia che il monitoraggio per verificare la presenza o meno del batterio non venga sospeso ma che l’azione degli ispettori fitosanitari continui per avere contezza di quello che sta accadendo e per verificare costantemente la situazione relativa alla infezione. Chiediamo, inoltre, al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di convocarci al più presto per conoscere quali sono le azioni che la Regione Puglia sta predisponendo per far fronte al propagarsi della infezione».

Intanto, l’istituzione di una Commissione d’inchiesta parlamentare sulla diffusione del batterio della Xylella fastidiosa nei territori della Puglia è stata richiesta al Senato dal Movimento 5 Stelle «per fare luce su una serie di incongruenze e lacune sulla gestione della «presunta emergenza» Xylella, che stanno emergendo grazie anche all’azione della magistratura di Lecce». Lo ha annunciato, in conferenza stampa, la senatrice salentina Daniela Donno, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura.

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