Martedì 26 Gennaio 2021 | 11:04

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Bari, ucciso padre del boss a colpi di kalashnikov La moglie: «Morirete» Decaro: bestie sanguinarie, a rischio ignari cittadini: Giustizia li cancellerà

di NICOLA PEPE
BARI - Un pregiudicato è stato ucciso questa mattina San Girolamo di Bari a colpi di kalashnikov sotto gli occhi della moglie. Vittima dell'agguato, il 59 enne Nicola Lorusso, padre di Umberto, ritenuto un boss, e da poco uscito dal carcere: secondo la prima ricostruzuzione dell'omicidio l'uomo era nella sua auto, una Ford Fiesta, quando è stato affiancato da un'altra vettura con i killer a bordo.
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Bari, ucciso padre del boss a colpi di kalashnikov La moglie: «Morirete» Decaro: bestie sanguinarie, a rischio ignari cittadini: Giustizia li cancellerà
NICOLA PEPE
BARI - Un pregiudicato è stato ucciso questa mattina San Girolamo di Bari a colpi di kalashnikov. Vittima dell'agguato, il 59 enne Nicola Lorusso, sorvegliato speciale: secondo la prima ricostruzione dell'omicidio - avvenuto intorno alle 9.30 - l'uomo era nella sua auto, una Ford Fiesta, quando è stato affiancato da un'altra vettura con i killer a bordo. Nicola Lorusso - che stava anadando in Questura per l'obbligo della «firma» cui era sottoposto - era in auto con la moglie quando è stato avvicinato dall'auto dei sicari: la donna è scesa dall'auto e i killer avrebbero poi intimato poi all'uomo di fare la stessa cosa. Tutto è avvenuto in una manciata di secondi: è probabile che l'uomo abbia subito capito quanto gli stava accadendo e ha deciso di fermarsi. Poco dopo, infatti - mentre la moglie assisteva - gli hanno scaricato addosso una raffica di kalashnikov raggiungendolo in diverse parti del corpo.

Sul luogo sono stati rinvenuti una trentina di bossoli. A giudicare dai rilievi eseguiti dai tecnici della Scientifica, il killer ha sparato in diverse parti vista anche la direzione di alcuni colpi che hanno infranto i vetri e la carrozzeria dell'auto con il rischio che i proiettili finissero anche altrove: il fucile mitragliatore - lo stesso utilizzato per l'attentato al giornale francese Charlie Hebdo - non è stabile quando si spara vista la potenza di fuoco. 

LE URLA E LE LE MINACCE
Si sono registrati momenti di tensioni tra parenti e forze dell'ordine: alcune donne avrebbero inveito anche contro la magistratura e non solo. In particolare pianti, grida e minacce si sono uditi da parte della nuora della vittima, la moglie di Umberto Lorusso, figlio di Nicola e ritenuto il capo clan della zona, contrapposto a quello dei Campanale. "Da oggi in poi – ha urlato la donna in italiano – chi va con quella razza moriranno tutti. Anche per un caffè. Avviso a tutte le orecchie del mondo. Maledetti". Accanto al cadavere dell'uomo è stato trovato un cassonetto, posizionato - in base alle prime indicazioni - da qualcuno che volesse evitare un investimento del corpo.

Teatro dell'omicidio, una zona molto frequentata, nei pressi di un autolavaggio e accanto al recinto della pineta di San Francesco. L'uomo apparteneva alla famiglia del «Ciuccio», ritenuta rivale di un altro clan malavitoso della zona. L'agguato si inquadrerebbe in un regolamento di conti e non è da escludere che possa essere riconducibile a un altro omicidio avvenuto alcuni anni fa. Di certo, le modalità dell'esecuzione e il tipo di arma utilizzata, fanno pensare a un delitto di matrice di stampo mafioso. Perquisizioni e controlli sono in atto nel quartiere San Girolamo da parte della Polizia. 

FAIDA SOLO PER RIVALITA' FAMILIARE
Da tempo, secondo gli inquirenti, il quartiere San Girolamo è teatro di una faida che vede contrapposte gruppi contrapposti. Un fuoco che da tempo cova sotto la cenere. Una rivalità trasformata in una faida sanguinosa che ha coinvolto i «gruppi sociali» riuniti intorno alle «famiglie». Da un lato i Campanale, dall’altro i Lorusso. Qui, la guerra privata tra famiglie di malavita che prevede l’eliminazione dei componenti dell’una e dell’altra, per motivi di vendetta, più che di supremazia e controllo del territorio e delle attività illecite, si trascina da tempo. E sta registrando vittime in entrambi gli schieramenti. A partire dalll’omicidio di Felice Campanale, 67 anni, ucciso il 28 agosto di due anni fa «fuori casa», nel quartiere Poggiofranco. Anche in quell'occasione, l'esecuzione avvenne secondo lo stesso rito di oggi: sotto gli occhi della moglie della vittima

Il rischio, ora, è che riprenda una faida come la stessa che si è registrata un anno fa quando la cronaca registrò bel nove agguati in pochissimi giorni. Btta e risposta tra i due gruppi: da tempo c'è anche un collaboratore di giustizia, figlio di un uomo (dipendente Amtab) ucciso proprio al rione San Girolamo. 

IL SINDACO: BESTIE SANGUINARIE, A RISCHIO IGNARI CITTADINI
Sul luogo è intyervenuto anche il sindaco, Antonio Decaro: «Sono delle bestie sanguinarie - ha detto - che hanno agito con teatralità mafiosa vista l'ora, il luogo e le modalità dell'agguato. Hanno sparato con armi micidiali in pieno giorno, in una zona trafficata e vicino alla pineta di San Francesco mettendo a repentaglio l'incolumità di bambini, famiglie e ignari cittadini a passeggio la domenica. Sono sicuro che forze dell'ordine e magistratura cancelleranno per sempre questi criminali dalla vita della città».

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