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Rogo per corto circuito in palazzina a Bari una donna morta, 3 feriti

BARI - Una donna è morta e altre tre sono rimaste ferite in un incendio divampato in una palazzina in corso Cavour a Bari. A provocare le fiamme un corto circuito provocato da un allacciamento abusivo ad una centralina Enel. La vittima è Michela Corvaglia, di 53 anni, di Potenza. I feriti sono Giovanni Corvaglia, di 54 anni, di Potenza, trovato dai soccorritori chiuso nel bagno del piccolo appartamento; Maria Santoro, di 82 anni, di Spongano (Lecce), che era seduta alla finestra dell'abitazione, che, sempre quando all'arrivo dei soccorritori, era in procinto di lanciarsi nel vuoto. Il terzo ferito è Valentina Russo, di 26 anni, di Bari: anche lei si sarebbe lanciata nell'androne della palazzina per sfuggire alle fiamme ed è anche lei ora ricoverata in ospedale. A quanto si è appreso, sia la vittima che i feriti vivevano in un volume tecnico della palazzina, al secondo piano (sul luogo dell'incendio, foto Luca Turi)
Esplosione in un garage: due persone ferite ad Adelfia {6:19492"Foto"}
Rogo per corto circuito in palazzina a Bari una donna morta, 3 feriti
BARI – Un morto e tre feriti. E’ il bilancio del rogo divampato all’alba di oggi in un appartamento al secondo piano di un antico palazzo nel centralissimo corso Cavour, a Bari. A provocarlo forse un impianto elettrico non a norma in un appartamento di tre camere molto piccole, con il soffitto non più alto di due metri, ricavato in un vano tecnico e affittato da molti anni ad un gruppo familiare composto da quattro persone: madre, due figli e una nipote.

La vittima è Michela Corvaglia, di 53 anni, originaria di Potenza: si è lanciata nel vano scale per sfuggire alle fiamme. I feriti sono il fratello della vittima, Giovanni Corvaglia, di 54, geometra del catasto di Bari, trovato dai soccorritori quasi privo di sensi chiuso nel bagno del piccolo appartamento; Maria Santoro, di 82, di Spongano (Lecce), madre della vittima, che era seduta a cavalcioni sulla finestra dell’abitazione e che, all’arrivo dei soccorritori, era in procinto di lanciarsi nel vuoto; e Valentina Russo, di 26 anni, figlia della 53enne morta, anche lei si è lanciata dalla finestra del ballatoio per evitare il fuoco. I tre feriti sono tutti ricoverati in ospedale: la più grave è la 26enne portata in neurochirurgia con prognosi riservata.

Finora non è ancora chiaro cosa abbia provocato l’incendio: all’inizio si è pensato ad un collegamento abusivo alla rete elettrica, tesi questa che ha perso consistenza con il passare del tempo. Infatti, ora si ipotizza un corto circuito causato da un impianto elettrico non a norma o un elettrodomestico in stand-by. Quel che è certo è che le fiamme si sono sviluppate all’ingresso dell’abitazione. Un appartamento con un bagno, ricavato in un cavedio, e due sole finestre: una che dava sul ballatoio e l’altra che altro non era che un punto luce. Il rogo avrebbe potuto avere un bilancio assai più drammatico se i soccorritori non fossero arrivati tempestivamente dopo aver ricevuto la telefonata di Giacomo Minischetti, titolare di un bar nella vicina via Carulli.

"Ho visto che usciva fumo dal portone del palazzo – spiega Minischetti – e subito ho chiamato le Forze dell’ordine, prima di tutto i vigili del fuoco. Poi ho visto che alcune persone chiedevano aiuto e ho chiamato il 118. Sono stati così veloci che sono arrivati subito. Poi ho visto la ragazza che si buttava dal balcone. Volevo dare aiuto, ma non sapevo cosa fare". L’uomo dice di aver visto le fiamme, percependo poi subito il cattivo odore prodotto dall’incendio. "Ero solo e mi sono spaventato", aggiunge, sottolineando la bravura di Matteo, il vigile del fuoco che per primo è entrato nell’appartamento salvando Maria Santoro, trovata a cavalcioni sulla finestra.
L'immobile è stato sequestrato. Già il 5 agosto scorso nello stesso stabile si era verificato un altro incendio in un appartamento al terzo piano. In quella circostanza una coppia rimase intossicata dal fumo.

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