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Bari, santuario di Santa Fara promosso Basilica pontificia

Bari, santuario di Santa Fara promosso Basilica pontificia

Bari, santuario di Santa Fara promosso Basilica pontificia

 
Bari, santuario di Santa Fara promosso Basilica pontificia

Mercoledì 19 Novembre 2014, 11:07

03 Febbraio 2016, 06:03

di Pierpaolo Paterno

BARI - Il grande fermento che si respira tra le navate riflette i lavori in corso di uno dei principali centri della spiritualità barese. Al santuario di «Santa Fara», punto di riferimento dei frati Francescani cappuccini del capoluogo, è iniziato il conto alla rovescia verso la celebrazione liturgica delle 11 di domenica 7 dicembre, quando l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci, ufficializzerà l’elevazione della parrocchia a titolo e dignità di Basilica Pontificia Minore.

Questa la data cerchiata in rosso dalla fraternità rappresentata dal parroco-rettore, fra Pietro Gallone, e dal guardiano-superiore, fra Lorenzo Invidia. Con loro, la numerosa comunità parrocchiale che comprende i residenti dei quartieri vicini ed un numero illimitato di fedeli provenienti da ogni angolo della città e della provincia.

Le ragioni nei numeri 3 e 4 del Decreto «Domus ecclesiae» della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, alla voce «norme per la concessione del titolo di Basilica Minore»: «Fra le chiese di una Diocesi - si legge - il primo posto e la maggiore dignità spettano alla cattedrale, nella quale è collocata la cattedra (segno del Magistero e della potestà del vescovo - n.d.r.) e segno della comunione con la cattedra romana di Pietro. Vi sono, inoltre, i santuari, ai quali vanno in pellegrinaggio i fedeli della Diocesi e di altre chiese locali. Fra queste chiese e altre di diversa denominazione ce ne sono alcune dotate di una speciale importanza liturgica e pastorale, che possono essere insignite dal Sommo Pontefice del titolo di “Basilica Minore”, mediante il quale viene espresso un particolare vincolo con la Chiesa di Roma e il Sommo Pontefice».

Su queste premesse, lo scorso 21 gennaio 2013, il padre provinciale, fra Pier Giorgio Taneburgo, insieme al parroco, fra Pietro Gallone, presentava una petizione all’Arcivescovo Cacucci: «Nella richiesta - dice fra Pietro - rientrano il culto e la devozione tradizionale dei baresi alla Santa badessa di origini francesi, nonché la consolidata vicinanza dei fedeli alla spiritualità francescano-cappuccina dei frati che qui vivono in fraternità. La Congregazione ha esaminato una nostra relazione storica del Santuario (edificio completato nel 1975 - n.d.r.) e gli aspetti architettonici della chiesa tramite documentazione fotografica assicurandosi che fossero presenti tutti gli elementi fondamentali di un luogo di culto quali altare, ambone, sede, fonte battesimale, tabernacolo e confessionali».

Da non dimenticare la presenza di una «pala» del 1945 (pittore Lanave) raffigurante l’effigie di Santa Fara con gli episodi della vita e incastonata tre anni fa in una «edicola» di pietra di Trani (opera dell’ingegnere Amodio). «Vi è custodita anche una reliquia della Santa - continua il parroco di origini nojane -: verrà valorizzata la nostra realtà parrocchiale, faro luminoso per la città di Bari e l’intera arcidiocesi sul piano spirituale. Tutta la fraternità dovrà rispondere ad un maggiore impegno pastorale, nel segno di ulteriore accoglienza ai fedeli nel sacramento della riconciliazione, nella direzione spirituale e nelle varie iniziative rivolte ai gruppi che animano la comunità come l’Ordine Francescano Secolare, la Gioventù Francescana e gli Araldini, il Gruppo donatori di sangue Fratres, la Caritas e la Schola Cantorum. Quindi, i corsi di catechesi per l’iniziazione cristiana e di preparazione al matrimonio. Questo luogo resta un punto di riferimento per la gente desiderosa di approfondire i contenuti della teologia anche grazie alla presenza della sezione della Facoltà Teologica Pugliese».

Fuori, all’ingresso principale (lati portale), saranno presto collocati gli stemmi papale e arcivescovile: «Per il particolare vincolo di comunione che ci unirà alla Chiesa di Roma e al Santo Padre, celebreremo ogni anno con cura la Festa della Cattedra di San Pietro, il 22 febbraio, la solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il 29 giugno, e l’anniversario dell’elezione del Sommo Pontefice. Inoltre, i fedeli che visiteranno devotamente la Basilica e che in essa parteciperanno a qualche rito sacro o almeno reciteranno il Padre Nostro e il Credo, alle solite condizioni, otterranno l’indulgenza in giornate dedicate: saranno rese note il 7 dicembre».
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